Zelensky apre al compromesso con Mosca: «Ma non può essere sempre l’Ucraina a cedere»

Il presidente ucraino torna a chiedere agli Stati Uniti nuovi aiuti per rafforzare la difesa aerea e annuncia un nuovo incontro con Donald Trump. Sul tavolo anche l’ipotesi di un vertice con Russia e Stati Uniti: «Abbiamo già fatto molti compromessi».

L’Ucraina è pronta a fare compromessi pur di arrivare alla pace, ma non accetterà che siano soltanto gli ucraini a dover rinunciare alle proprie posizioni. È questo il messaggio lanciato da Volodymyr Zelensky in un’intervista a La Stampa, nella quale il presidente ucraino è tornato a parlare sia delle prospettive diplomatiche sia della necessità di mantenere alta la capacità di difesa del Paese di fronte agli attacchi russi.

Per Kiev, infatti, il percorso verso un eventuale accordo di pace deve procedere parallelamente al rafforzamento delle capacità militari. La priorità indicata da Zelensky resta quella della difesa aerea, considerata essenziale per proteggere città e infrastrutture dagli attacchi russi.

La richiesta agli Stati Uniti: «Servono nuovi missili»

Zelensky ha spiegato che l’Ucraina ha bisogno di ulteriori missili per la propria difesa e ha fatto riferimento al programma Freyja, sul quale Kiev punta a ottenere il sostegno degli Stati Uniti.

Il presidente ucraino ha quindi ribadito l’importanza del sostegno americano, anche in vista dei prossimi passaggi diplomatici. Kiev, ha spiegato, continua contemporaneamente a confrontarsi con i partner europei per costruire un percorso negoziale che possa portare a una pace definita «giusta e duratura».

Fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto, tuttavia, l’Ucraina considera indispensabile continuare a ricevere da Washington i pacchetti di aiuti destinati alla difesa antimissile.

Zelensky annuncia un nuovo incontro con Trump

Sul fronte dei rapporti con gli Stati Uniti, Zelensky ha inoltre annunciato un nuovo incontro con Donald Trump, previsto indicativamente intorno al 20 settembre.

Al centro del colloquio dovrebbe esserci ancora una volta la questione della sicurezza dell’Ucraina. Il presidente intende infatti chiedere a Washington ulteriori impegni per rafforzare le capacità difensive del Paese e affrontare la prosecuzione del conflitto in una posizione negoziale che Kiev considera più solida.

Resta inoltre sul tavolo l’ipotesi di un vertice trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Zelensky ha confermato che sono in corso discussioni per arrivare a un incontro di questo tipo, ma ha precisato che Kiev e Washington avrebbero scelto di definire prima internamente il percorso e soltanto in un secondo momento renderne pubblici i contenuti.

Il presidente ucraino ha attribuito un significato politico anche alla recente visita a Kiev degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, interpretandola come un segnale della maggiore forza con cui l’Ucraina si presenta sia sul campo di battaglia sia al tavolo delle trattative.

«Abbiamo già fatto molti compromessi»

È però sulla questione delle concessioni che Zelensky ha tracciato con maggiore chiarezza il limite della disponibilità ucraina.

Kiev, ha spiegato, non si oppone alla ricerca di un’intesa e rimane disponibile a compiere passi verso la pace. Ma eventuali compromessi, nella sua prospettiva, dovranno essere reciproci.

Il presidente ucraino sostiene infatti che il suo Paese abbia già accettato numerosi compromessi e che non possa essere sempre l’Ucraina a dover fare un passo indietro per rendere possibile un accordo.

La posizione di Kiev appare dunque legata a un principio preciso: la pace resta l’obiettivo, ma non può essere costruita esclusivamente sulle concessioni ucraine. Qualsiasi soluzione dovrà prevedere responsabilità e rinunce da entrambe le parti.

Il caso Fedorov e il rapporto con l’Italia

Nell’intervista c’è stato spazio anche per il caso di Mykhailo Fedorov, l’ex ministro della Difesa ucraino allontanato dal governo tra le polemiche e successivamente diventato consulente del ministro italiano Guido Crosetto.

Sul tema Zelensky ha scelto una risposta sostanzialmente distaccata, spiegando di non vedere Fedorov da tempo e di non aver ricevuto recentemente sue notizie.

Una questione che rimane quindi sullo sfondo rispetto ai temi principali affrontati dal presidente ucraino: il sostegno militare americano, la ricerca di una soluzione diplomatica e i possibili nuovi colloqui con Washington e Mosca.

La pace passa anche dalla forza negoziale

Dalle parole di Zelensky emerge così una strategia che punta a tenere insieme due fronti apparentemente contrapposti: da una parte la ricerca di una soluzione diplomatica, dall’altra il rafforzamento della capacità militare ucraina.

Per Kiev, infatti, la disponibilità a trattare non significa accettare condizioni unilaterali. L’Ucraina dice di essere pronta a compromessi, ma chiede che anche l’altra parte sia chiamata a compiere passi concreti.

Nel frattempo, il sostegno degli Stati Uniti resta centrale. Il prossimo incontro con Trump potrebbe rappresentare un passaggio importante per definire sia le nuove esigenze della difesa ucraina sia il possibile percorso verso un negoziato più ampio.

Il messaggio di Zelensky, dunque, resta quello di una disponibilità al dialogo accompagnata dalla richiesta di non confondere la volontà di pace con la disponibilità a cedere su tutto: «Abbiamo già fatto molti compromessi».