Jole Santelli, la governatrice della Calabria non c’è più. Ma il segno della sua presenza e del suo operato è vivo nella regione che lei ha amato e amministrato fino all’ultimo istante. Così, in ossequio alla vita e alla personalità politica della governatrice morta a Cosenza il 15 ottobre 2020, a otto mesi dalla sua elezione a presidente della regione Calabria, la Giunta regionale ha deciso che sarà intitolato a lei il palazzo presidenziale della Regione.

Jole Santelli, il tributo della Giunta calabrese: le intitola il Palazzo della Regione

Questo il tributo in omaggio a Jole Santelli, deciso nella prima riunione dopo la scomparsa della governatrice nata a Cosenza l’8dicembre 1968. Una vita dedicata alla politica, la sua, al servizio del Paese e della sua amata Regione. Deputata dal 2001 al 2020 per Forza Italia, Jole Santelli è stata sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III. E, in seguito, sottosegretaria al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel governo Letta. Quindi, un lungo mandato parlamentare, il suo, interrotto il 20 marzo del 2018 quando, eletta al vertice della Regione Calabria, ha dedicato tutto il suo appassionato impegno alla terra in cui è nata e che amato tanto. Non a caso, nelle motivazioni della delibera approvata dall’esecutivo calabrese, la giunta ribadisce «l’altissimo impegno profuso da Jole Santelli in favore della Calabria, manifestando con tenacia e determinazione, in ogni sede istituzionale, la sua inequivocabile volontà di promuovere una nuova immagine della propria terra».

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«Un tributo all’intenso impegno politico-istituzionale della presidentessa»

«L’amministrazione regionale – leggiamo in un altro altro passo del provvedimento in memoria della governatrice appena scomparsa – intende onorare e perpetuare la memoria del suo presidente. Prima donna presidente della Regione Calabria. Una personalità che ha sempre amato e onorato la sua terra, impegnandosi con tenacia e coraggio nello svolgimento delle sue funzioni. Sino al momento più estremo della sua esistenza in vita». Un riconoscimento, quello tributato alla Santelli, che la giunta ritiene «doveroso formalizzare in un atto, che lasci perennemente impresso nella memoria di tutti l’intenso impegno politico-istituzionale della presidentessa. E il suo indiscusso esempio di orgoglio. Forza e dignità nella guida dell’ente regionale. Riportandolo all’attenzione e alla considerazione nel dibattito nazionale, anche in un periodo storico caratterizzato da una straordinaria emergenza sanitaria».

Jole Santelli, una vita spesa in politica per la sua terra

Un atto simbolico dalla profonda valenza affettiva e politica, quello che l’amministrazione regionale, a nome della Calabria intera, dedica alla sua compianta governatrice. Rispetto alla quale una terra intera continua a stringersi attorno, in segno di riconoscenza e orgoglio. Del resto, non potrebbe essere diverso. Jole Santelli, che è scomparsa nella notte tra mercoledì e giovedì scorso all’età di 51 anni. Cresciuta tra le file di berlusconiani, ha dimostrato una passione per la sua gente. E un ardore nel difenderne le istanze, come nessun altro prima di lei.

Una combattente sempre in prima linea

Lottando, contro il mostro della malattia. Lo spettro della morte incombente. Le difficoltà quotidiane nella gestione del suo operato, anteponendo sempre coraggio e determinazione nel portare avanti la battaglia in difesa della sua Calabria. Fino all’ultimo respiro, letteralmente. Anche per questo, nel giorno delle esequie, le spoglie della Santelli sono state accolte alla Cittadella di Catanzaro, che è la sede della Regione Calabria. Da quel momento, la governatrice riposa accanto ai genitori nella cappella di famiglia nel cimitero di Malito, in provincia di Cosenza. Ma i suoi trascorsi. Il suo esempio. La sua forza dimostrata in vita in molte avversità, personali e istituzionali, riecheggiano in tutta la regione. Dimostrazione e simbolo di un’intera esistenza dedicata alla Calabria. Fino all’ultimo respiro.

secoloditalia.it

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