Italia, non c’è stato nulla da fare, è deceduto dopo la tromba d’aria
Alcune zone d’Italia continuano, purtroppo, a fare i conti con le conseguenze pesantissime del maltempo, come mostrano immagini strazianti e video diffusi a mezzo stampa o dai residenti.
I centri maggiormente coinvolti, dove il passaggio del vortice ha lasciato segni evidenti, continuano ad essere sotto stretto monitoraggio.
In poche ore, una fortissima tromba d’aria ha modificato profondamente la quotidianità di residenti e attività locali.
Le raffiche di vento hanno raggiunto un’intensità tale da mettere in difficoltà automobilisti, famiglie e operatori impegnati nelle attività della mattinata.
In diversi punti del territorio, le conseguenze del fenomeno si sono manifestate attraverso danni agli edifici, alberi abbattuti e infrastrutture compromesse.
Anche il settore agricolo ha dovuto fare i conti con gli effetti del passaggio della tromba d’aria, mentre le amministrazioni comunali hanno avviato le verifiche necessarie per valutare la situazione.
La cronaca ci ha appena riportato un aggiornamento su uno degli episodi più delicati, legati al passaggio del vortice.
Purtroppo, non ci sono buone notizie, in quanto una persona non ce l’ha fatta.
Il triste annuncio del suo decesso è arrivato poco fa.
Ci sono immagini che non si possono dimenticare e che rimarranno, per sempre, impressi nella mente dei residenti.
Tutto ad un tratto, il vortice, violentissimo, ha colpito tutto ciò che si è trovato davanti.
Dopo la tromba d’aria che ha colpito il Trapanese, arriva la notizia più straziante.
Antonino Fortunato, 65 anni, è deceduto oggi all’ospedale Civico di Palermo.
L’uomo era rimasto gravemente coinvolto il 9 ottobre, quando l’auto su cui viaggiava con la moglie era stata investita dalla furia del vortice e ribaltata.
Le sue condizioni erano apparse subito critiche. Dopo i primi soccorsi del 118 e il ricovero in una struttura sanitaria del Trapanese, i medici avevano disposto il trasferimento d’urgenza a Palermo, dove Fortunato era stato ricoverato in terapia intensiva. Per sette giorni la sua vita è stata appesa ad un filo, sino all’annuncio del decesso.
Quel venerdì, il maltempo estremo aveva investito Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo. Due trombe marine, formatesi davanti ai porti, avevano raggiunto la terraferma, colpendo abitazioni, campagne e strade.
Alberi sradicati, muri crollati, edifici scoperchiati e automobili rovesciate raccontano la violenza di quei momenti.
Prima del decesso di Fortunato, il bilancio era di undici feriti, compresi sei bambini rimasti lievemente contusi nella scuola Alcide De Gasperi di Marsala.
Ora, l’annuncio del decesso, che lascia il territorio nello strazio più totale.











