Il ragazzo che ha ucc*so il ladro rompe il silenzio: “Ho sbagliato…

L’Italia, in questo momento, è gravata da innumerevoli casi di cronaca, tra i quali, alcuni riescono a distinguersi per il loro carattere e per la dinamica particolarmente sconvolgente.

È proprio una di queste vicende ad aver scosso profondamente il nostro paese.

E oggi torna a farlo, alla luce degli ultimi, clamorosi e sconvolgenti aggiornamenti.

Ma che cosa è stato rivelato? 

Questa è una di quelle vicende che, per la sua drammaticità, continua a incidere profondamente sull’opinione pubblica italiana che in questi istanti riflette sulla  situazione molto particolare alla quale il suo protagonista ha reagito in maniera inattesa.

Proprio per questo, oggi è lui, il protagonista, ad aver deciso di spezzare il silenzio e raccontare la propria verità. Tra pianti e rammarico, tra lacrime e pensieri  arrivano ora le sue particolarmente significative rivelazioni.

Ecco a voi, dunque, il racconto e la testimonianza dell’uomo che ha compiuto un gesto clamoroso e che  ha deciso di parlare di quei momenti , mettendo nero su bianco emozioni, rimorsi e considerazioni personali.

A rompere il silenzio è Roberto Mollo, 35 anni, camionista residente a Baldissero d’Alba, che ha raccontato al Corriere della Sera quanto accaduto nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre. L’uomo ha riferito di essersi svegliato dopo aver sentito forti rumori provenire dal cortile della propria abitazione e di aver visto, nel buio, quattro o cinque sagome. In preda al panico, avrebbe preso la propria beretta utilizzandola una decina di  volte verso l’esterno, colpendo  Gjovalin Lazri, 36 anni, di origine albanese e residente a Torino, che è deceduto poco dopo nel cortile.

«Ho sbagliato, non dovevo sparare. Ora ho paura di finire in carcere», ha raccontato Mollo, che attualmente è indagato per omicidio volontario. Dalle indagini, la Beretta calibro 9 che ha utilizzato è risultata regolarmente denunciata: l’uomo, infatti, la deteneva  in quanto appassionato di il tiro al piattello. La beretta e la cascina sono state poste sotto sequestro. Proprio oggi, lunedì 21 settembre, è prevista l’autopsia sul corpo di Lazri, insieme alla consulenza balistica destinata a ricostruire la traiettoria del tiro. Le indagini sono coordinate dalla procuratrice aggiunta di Asti, Laura Deodato.