Giuseppe Conte torna protagonista dello scontro politico con un intervento destinato a riaccendere le tensioni tra opposizione e maggioranza. Le sue parole non potevano certo passare inosservate poiché riguardano, in particolare, il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver tolto la vita a due rapinator*.
Il leader del Movimento 5 Stelle, nel suo dettagliato discorso, ha analizzato in lungo e in largo alcune scelte dell’esecutivo, considerate lontane dalle difficoltà quotidiane vissute da molti italiani.
Nel lungo messaggio pubblicato sui social, il presidente del Movimento 5 Stelle sostiene che il governo abbia spostato l’attenzione su priorità diverse rispetto alle emergenze economiche. Il tema del caro vita, dei costi dell’energia e della pressione fiscale diventa il cuore della sua critica.
Secondo Conte, famiglie, lavoratori e aziende avrebbero bisogno di maggiore sostegno, mentre la maggioranza sarebbe concentrata su altri dossier, tra cui il rafforzamento della spesa militare e alcune modifiche istituzionali. L’ex presidente del Consiglio contesta anche la riforma elettorale, che definisce contraria ai principi costituzionali e orientata, a suo giudizio, a interessi politici di parte. Ma a colpire, sono state soprattutto le sue parole su Roggero, il caso del momento.
Nel suo duro intervento il leader pentastellato affronta anche il tema della sicurezza, criticando quella che considera una deriva verso la “giustizia fai da te”. Per spiegare la propria posizione richiama il caso Roggero, legato a un episodio del 2005 in cui, secondo quanto riportato da Conte, avrebbe minacciat* con una pistol* il fidanzato della figlia e i genitori di quest’ultimo. La domanda posta dall’ex premier è se, seguendo una logica di vendetta privata, chi ha subito potrebbe trasformarsi a sua volta in aggressor*. Conte ribadisce che la sicurezza deve rimanere una responsabilità dello Stato e non dei singoli cittadini. La sua conclusione è un appello alla mobilitazione politica, con l’annuncio di una nuova fase di opposizione fatta di confronto, partecipazione e battagli* contro le scelte del governo.


