GIULIA TRAMONTANO, L’AUTOPSIA SUL CORPO DELLA RAGAZZA

 

Giulia Tramontano, 29 anni, originaria di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, è diventata un angelo e, assieme a lei, il piccolo che  avrebbe cullato, allattato, cresciuto, da lì a poco, il suo Thiago. Una storia agghiacciante di femminicidio, la sua; una di quelle che squarciano il cuore, che va ad aggiungersi ai volti, ai nomi, di tutte le donne strappate alla vita per mano di chi avrebbe dovuto amarle.

Amore, protezione, rispetto, queste le parole che Giulia e tutte le altre vittime di femminicidio, meritavano.  Quanto le è accaduto, lo abbiamo appreso domenica 27 maggio, quando i giornali hanno iniziato a parlare della sua scomparsa. Ben presto, l’ipotesi dell’allontanamento volontario ha ceduto il posto all’orrore, ad una confessione a dir poco agghiacciante.

Giulia non si era allontanata di sua spontanea volontà ma era vicina all’abitazione in cui conviveva con il suo compagno, il barman  Alessandro Impagnatiello, colui che il 31 maggio ha confessato di averla colpita con diversi fendenti, tentando di bruciare il suo corpo, per poi occultarlo in un’intercapedine situata in una zona poco distante.

L’allarme era scattato domenica scorsa, quando Impagnatiello  aveva sporto denuncia scomparsa, raccontando alla sua famiglia e agli inquirenti di non averla trovata in casa al rientro dal lavoro, nel pomeriggio. . Pochi giorni dopo, la verità. Da allora, per il 30enne si sono aperte le porte del carcere di San Vittore in cui, oltre a non avere  contatti con gli altri carcerati, è sottoposto a stretta sorveglianza perché più volte, dopo il delitto, ha parlato della possibilità di togliersi la vita.

Gli esperti lo hanno definito un “narcisista manipolatore”, mettendo in evidenza come non abbia mai nominato Thiago, suo figlio., come se per lui il bimbo, e di conseguenza la sua compagna, fossero un ostacolo da eliminare “per la qualità della vita che immaginava per sé”. Intanto cresce l’attesa per l’autopsia sul corpo di Giulia Tramontano.

Giulia, il suo sguardo dolcissimo, la sua bellezza, il pancione che accarezzava in riva al mare, dolcemente, come a voler proteggere il suo grandissimo tesoro Thiago, la disperazione di una famiglia che, a breve, avrebbe provato la gioia di avere in casa un nipotino attesissimo. Giulia, innamorata di un uomo  con cui desiderava passare il resto della sua  vita. Giulia, una giovane donna che stava per diventare madre, appagata dal suo lavoro di agente immobiliare, legata alla sua terra d’origine, ai suoi genitori, alla sorella Chiara.  Una ragazza come tante che avrebbe solo dovuto continuare a vivere.

Purtroppo a porre fine alla sua esistenza è stato l’uomo che aveva accanto, colui che a breve sarebbe diventato padre di quel bimbo che mai nascerà; Alessandro Impagnatiello,  barman 30enne di locali milanesi di lusso che, da un anno, aveva una relazione parallela con una collega barista 23enne, di origini italo-inglesi. Proprio con lei, Giulia aveva avuto un incontro chiarificatore solo poche ore prima di essere colpita a coltellate.

Ora cresce l’attesa per l’autopsia sul corpo della 29enne, fissata per il prossimo venerdì. Per l’occasione, i familiari della vittima hanno deciso di non nominare alcun consulente di parte, ma di affidarsi a quelli scelti dal pm, che saranno coordinati da Cristina Cattaneo. Questo è ciò che ha ribadito il legale che assiste la famiglia Tramontano, l’avvocato Giovanni Cacciapuoti.

L’obiettivo dell’autopsia  sarà fare luce su alcuni dettagli del femminicidio, chiarendo le responsabilità del reo confesso. Ribadiamo che Impagnatiello ha dichiarato e ribadito agli inquirenti di aver agito da solo, anche se non tutti sono d’accordo in quanto, considerando il peso della giovane , incinta al settimo mese, difficilmente il barman avrebbe potuto sbarazzarsi del corpo,  senza farsi aiutare o senza essere visto da qualcuno.

I medici legali incaricati dalla Procura dovranno capire se Giulia  abbia ricevuto altri fendenti oltre ai due alla gola e a quello al torace, ma non è tutto in quanto dovranno anche capire, con precisione, quanti giorni avesse  Thiago.  Sulla base dell’esito di tali accertamenti, gli inquirenti potrebbero accusare Impagnatiello di duplice omicidio. Ancora prima dell’effettuazione dell’autopsia, gli investigatori torneranno nell’ appartamento di via Novella, quello in cui Giulia e Alessandro convivevano, posto sotto sequestro dallo scorso 1 giugno, per “cristallizzare” le prove e trovare  gli altri coltelli usati dal 30enne oltre a quello già acquisito.