Furto nell’appartamento del cardinale, ladri sfondano il muro e portano via tutto. Bottino enorme
Raid in pieno giorno nell’abitazione della Curia dove vive il cardinale Ernest Simoni. I malviventi hanno forzato la porta blindata, messo a soqquadro le stanze e portato via contanti, oro e preziosi. Rubata anche la carta di soggiorno del religioso. Indagini in corso sulle immagini delle telecamere della zona.
Un furto clamoroso nel cuore di Firenze, a pochi passi da uno dei luoghi più conosciuti e sorvegliati della città. A finire nel mirino dei ladri è stato l’appartamento della Curia situato in piazza Duomo, abitazione del cardinale Ernest Simoni, 97 anni, figura religiosa particolarmente nota per la sua storia personale e per la persecuzione subita durante il regime comunista albanese.
Il colpo è stato messo a segno in pieno giorno, quando nell’abitazione non c’era nessuno. I ladri sono riusciti a entrare nell’appartamento e hanno agito indisturbati, lasciandosi alle spalle una scena di grande devastazione.
Il muro sventrato con gli scalpelli
Secondo quanto ricostruito, i malviventi non si sarebbero limitati a forzare gli accessi. Per raggiungere alcuni ambienti avrebbero addirittura utilizzato degli scalpelli, arrivando a sventrare un muro divisorio. Gli attrezzi sono stati poi abbandonati sul pianerottolo del palazzo.
Nell’appartamento vive anche Tonin Simoni, nipote del cardinale, insieme alla moglie. Al momento dell’irruzione, però, i due si trovavano nel loro ristorante di Borgo Albizi. Soltanto al loro rientro, in tarda serata, è stato possibile rendersi conto della portata del furto.
La porta blindata presentava evidenti segni di danneggiamento, mentre all’interno dell’abitazione armadi, cassetti e valigie erano stati completamente rovistati. I ladri avrebbero passato al setaccio le stanze alla ricerca di denaro e oggetti di valore.
Un bottino da circa 30mila euro
Il valore complessivo della refurtiva è stato quantificato in circa 30mila euro. Tra gli oggetti sottratti figurano denaro contante, gioielli, oggetti in oro e altri preziosi.
A rendere ancora più particolare il furto è la presenza, tra gli oggetti portati via, della carta di soggiorno personale del cardinale Simoni. Sono stati inoltre sottratti alcuni ricordi di famiglia, beni che al di là del loro valore economico rappresentavano soprattutto un legame affettivo con la storia della famiglia.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri insieme agli specialisti della sezione investigazioni scientifiche, impegnati nei rilievi alla ricerca di eventuali tracce lasciate dai responsabili.
Telecamere al vaglio
Le indagini sono ora concentrate anche sulle numerose telecamere presenti nell’area di piazza Duomo. Gli investigatori stanno esaminando le immagini degli impianti di videosorveglianza per ricostruire gli spostamenti dei ladri, individuare eventuali complici e cercare elementi utili a risalire alla loro identità.
La posizione dell’appartamento, nel pieno centro storico fiorentino e in una zona caratterizzata da un intenso passaggio di persone, potrebbe offrire agli investigatori diversi elementi da analizzare.
La telefonata al cardinale, la preoccupazione per le statue
Al momento del furto il cardinale Ernest Simoni non si trovava a Firenze. Il religioso era infatti a Londra per alcuni impegni istituzionali, tra cui un incontro con re Carlo, quando è stato raggiunto telefonicamente dalla notizia dell’irruzione.
La sua prima preoccupazione, secondo quanto riferito, non sarebbe stata per il denaro o per gli oggetti preziosi sottratti. Il cardinale avrebbe invece chiesto immediatamente notizie delle statue religiose custodite nella sua stanza, un ambiente che ricorda una piccola cappella privata.
Una volta ricevuta dal nipote la rassicurazione che le immagini sacre erano rimaste integre e al loro posto, Simoni avrebbe accolto la notizia del furto con grande serenità, senza mostrarsi particolarmente preoccupato per i beni materiali sottratti.
Una reazione che riflette la storia e la spiritualità di un uomo che ha attraversato alcune delle pagine più difficili del Novecento e che, anche di fronte alla violazione della propria casa, avrebbe scelto di concentrarsi soprattutto sulla salvaguardia degli oggetti religiosi a lui più cari.
Le indagini proseguono per chiarire come i ladri siano riusciti a entrare nell’abitazione, ricostruire con precisione la dinamica del raid e identificare i responsabili.