
La basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, ha accolto l’ultimo saluto a don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, scomparso venerdì all’età di 96 anni.
Centinaia di persone, sotto il sole cocente che stringendo la città in una morsa, hanno raggiunto la chiesa per rendere omaggio a un sacerdote che ha dedicato l’intera esistenza ai più fragili.
Per gran parte della cerimonia il clima è stato caratterizzato da silenzio, commozione e ricordi condivisi. Nel giorno dell’ultimo saluto, la città si è fermata, in segno di rispetto e partecipazione al lutto.

Oltre un migliaio di fedeli, amici e semplici cittadini hanno preso parte alle esequie, unite dal desiderio di salutare una figura che, nel corso dei decenni, è diventata un punto di riferimento nel mondo del volontariato e del recupero sociale. Tra i presenti anche numerose personalità delle istituzioni e del mondo pubblico. Hanno partecipato il prefetto Claudio Sgaraglia, il sindaco Giuseppe Sala, l’europarlamentare Giorgio Gori, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il presidente di Rcs Urbano Cairo, l’ex agente dei personaggi dello spettacolo Lele Mora e don Luigi Ciotti, tutti arrivati per testimoniare la loro vicinanza.
Assente, invece, l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, impegnato in un viaggio pastorale in Brasile che si concluderà il 7 agosto. A rappresentare ufficialmente la Diocesi ambrosiana è stato il Vicario generale, monsignor Franco Agnesi, che ha preso parte alla celebrazione insieme ai numerosi sacerdoti presenti.Al termine del rito funebre, il feretro di don Antonio Mazzi è stato trasferito a Maguzzano, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Qui, all’interno dell’abbazia dell’Opera Don Calabria, dove il sacerdote veronese aveva compiuto parte della sua formazione da giovane, si svolgerà la tumulazione in forma privata, nel luogo che lui stesso aveva scelto come ultima dimora.
