Fs, Donnarumma pronto a dimettersi: incontro con Salvini

Cambio al vertice di Ferrovie dello Stato Italiane. Stefano Donnarumma si prepara a lasciare l’incarico di amministratore delegato della holding pubblica, aprendo una nuova fase per uno dei principali gruppi industriali del Paese. La decisione è maturata al termine di un incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sarà formalizzata nei prossimi giorni, una volta completata la gestione dei dossier più urgenti ancora aperti.

L’uscita anticipata di Donnarumma segna la conclusione di un mandato caratterizzato da importanti investimenti infrastrutturali e dal raggiungimento di significativi obiettivi economici, ma anche da crescenti tensioni legate ai recenti problemi che hanno interessato la rete ferroviaria nazionale.

I disservizi e il confronto con il governo

Alla base della decisione vi sarebbe il clima di crescente insoddisfazione generato dai numerosi disagi registrati negli ultimi mesi lungo le principali linee ferroviarie italiane.

Ritardi, cancellazioni e problemi operativi hanno alimentato le proteste dei viaggiatori e attirato l’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini. In una prima fase, le difficoltà erano state attribuite a fattori esterni come furti di rame, atti vandalici e guasti che coinvolgevano anche operatori ferroviari diversi dal gruppo Fs.

Tuttavia, con il passare delle settimane, le criticità hanno continuato a incidere sull’immagine del sistema ferroviario nazionale, rendendo sempre più complesso il mantenimento dell’attuale assetto manageriale.

L’incontro tra il vertice aziendale e il ministero avrebbe quindi sancito una separazione consensuale, finalizzata a favorire una nuova fase gestionale senza ulteriori tensioni istituzionali.

Un bilancio positivo sul fronte degli investimenti

Nonostante l’epilogo, il bilancio della gestione Donnarumma viene valutato positivamente sotto diversi aspetti.

Nel corso del vertice, il ministro Salvini avrebbe riconosciuto i risultati raggiunti dal gruppo, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Ferrovie dello Stato è infatti vicina a raggiungere il traguardo dei 25 miliardi di euro di investimenti, uno dei programmi infrastrutturali più rilevanti della storia recente del Paese.

Durante il mandato dell’amministratore delegato uscente, il gruppo ha inoltre gestito circa 1.300 cantieri al giorno, portando avanti un vasto piano di ammodernamento della rete ferroviaria e delle infrastrutture connesse.

Conti in miglioramento e ritorno all’utile

Tra i risultati rivendicati dall’azienda figura anche il miglioramento della situazione economica.

Secondo i dati diffusi nel corso dell’incontro, l’ultimo bilancio avrebbe registrato un utile pari a circa 30 milioni di euro, segnando il ritorno in positivo dei conti della holding.

Anche sul fronte operativo sarebbero stati registrati progressi: il livello di puntualità dei treni avrebbe fatto segnare un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Numeri che testimoniano il lavoro svolto negli ultimi anni, pur in un contesto reso complesso dalla contemporanea presenza di centinaia di cantieri aperti sull’intera rete nazionale.

La fase due di Ferrovie dello Stato

Con l’uscita di scena di Donnarumma, il governo punta ora ad avviare quella che viene definita una vera e propria “fase due” per il gruppo ferroviario.

L’obiettivo sarà concentrarsi sulla gestione dei grandi lavori in corso e sull’attuazione dei programmi previsti per i prossimi mesi, in particolare durante la delicata stagione estiva, quando l’aumento dei flussi di viaggiatori richiede il massimo livello di efficienza operativa.

La priorità indicata dal ministero è quella di garantire continuità amministrativa e gestionale, evitando rallentamenti nei progetti già avviati.

Il nome in pole per la successione

Tra le ipotesi che circolano con maggiore insistenza per la successione emerge quella di Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia.

Manager cresciuto all’interno del gruppo Ferrovie dello Stato, Strisciuglio viene considerato da molti osservatori il profilo più adatto per assicurare una transizione senza scossoni e proseguire il percorso già avviato.

La sua conoscenza approfondita delle dinamiche aziendali e dei principali progetti infrastrutturali in corso rappresenterebbe un elemento di continuità particolarmente apprezzato in questa fase.

Una transizione strategica per il sistema ferroviario

Il cambio al vertice arriva in un momento cruciale per il futuro delle infrastrutture italiane. I prossimi anni saranno decisivi per completare i progetti finanziati dal Pnrr e per modernizzare una rete ferroviaria chiamata a sostenere una quota crescente della mobilità nazionale.

Per questo motivo la scelta del nuovo amministratore delegato assume un valore strategico non solo per il gruppo Fs, ma per l’intero sistema dei trasporti italiani.

Le prossime settimane saranno determinanti per definire il nuovo assetto della società e individuare la figura chiamata a guidare una delle più importanti realtà industriali del Paese in una fase di grandi sfide e trasformazioni.