Pensioni, scattano i nuovi controlli: chi rischia di perderla e perché

Importante appuntamento per migliaia di pensionati italiani residenti all’estero. Dal 25 maggio è ufficialmente partita la Campagna RedEst 2026, la procedura attraverso la quale i beneficiari di determinate prestazioni previdenziali e assistenziali devono comunicare all’Inps i redditi percepiti nel corso del 2025.
La novità è stata annunciata dall’Istituto con il messaggio n. 1864 del 4 giugno 2026. Contestualmente è stata riaperta anche la Campagna RedEst 2025, offrendo una nuova opportunità a coloro che non avevano ancora provveduto a trasmettere la dichiarazione relativa ai redditi del 2024.
A chi si rivolge la procedura
L’adempimento riguarda i pensionati residenti fuori dall’Italia che percepiscono prestazioni il cui importo dipende dalla situazione reddituale del beneficiario.
L’obiettivo della dichiarazione è consentire all’Inps di verificare il mantenimento dei requisiti previsti dalla normativa e di accertare che le somme erogate siano ancora dovute.
Si tratta di un controllo periodico fondamentale per garantire la corretta attribuzione delle prestazioni assistenziali e previdenziali collegate al reddito.
Le prestazioni interessate
Tra i trattamenti soggetti alla dichiarazione RedEst rientrano diverse misure di sostegno economico.
L’elenco comprende:
- integrazione al trattamento minimo;
- maggiorazioni sociali;
- assegno sociale;
- pensione sociale;
- prestazioni di invalidità civile soggette a limiti reddituali;
- assegni per il nucleo familiare;
- quattordicesima mensilità.
L’importo di questi benefici può infatti variare in base ai redditi dichiarati dal pensionato e dagli eventuali componenti del nucleo familiare.
Come presentare la dichiarazione
I pensionati interessati possono trasmettere la documentazione attraverso diversi canali.
La dichiarazione può essere presentata:
- tramite i Patronati convenzionati;
- presso i Consolati italiani all’estero;
- rivolgendosi alle sedi territoriali dell’Inps;
- utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Istituto.
L’obiettivo è facilitare il più possibile l’adempimento, consentendo ai beneficiari di scegliere la modalità più adatta alle proprie esigenze.
A partire dal mese di settembre l’Inps provvederà inoltre all’invio dei modelli RedEst cartacei ai soggetti interessati, così da fornire un ulteriore promemoria e supporto operativo.
I rischi per chi non invia il modello
L’aspetto più rilevante riguarda le conseguenze previste in caso di mancata presentazione della dichiarazione.
La normativa stabilisce infatti che l’omissione del modello comporta la sospensione della prestazione pensionistica o assistenziale per un periodo di 60 giorni.
Si tratta di una misura automatica che può incidere direttamente sull’importo mensile percepito dal beneficiario.
Possibile revoca e restituzione delle somme
Se la situazione non viene regolarizzata entro i termini previsti, le conseguenze possono diventare ancora più pesanti.
L’Inps può infatti procedere alla revoca definitiva della prestazione e avviare il recupero delle somme eventualmente erogate senza che sussistessero i requisiti richiesti.
Per questo motivo gli esperti consigliano di verificare tempestivamente la propria posizione e di presentare la dichiarazione entro le scadenze indicate dall’Istituto.
Un adempimento da non sottovalutare
Sebbene possa apparire come una semplice formalità amministrativa, la dichiarazione RedEst rappresenta un passaggio essenziale per migliaia di pensionati italiani residenti all’estero.
La corretta comunicazione dei redditi consente infatti di continuare a percepire prestazioni economiche spesso fondamentali per il bilancio familiare e di evitare sospensioni, revoche o richieste di restituzione che potrebbero avere un impatto significativo sulle finanze personali.
Per i beneficiari interessati, il consiglio è quindi quello di non attendere l’ultimo momento e di verificare quanto prima la documentazione necessaria per adempiere correttamente agli obblighi previsti dall’Inps.