Feltri demolisce il mito delle vacanze: «Orde di barbari, selfie e ferie inutili»
In un’Italia alle prese con il caro-prezzi e tassi di interesse alle stelle, il tema delle vacanze estive si rivela sempre più un paradosso. Vittorio Feltri, noto per il suo stile schietto e senza fronzoli, nel suo ultimo editoriale demolisce il romanticismo delle ferie, dipingendo un quadro impietoso di un fenomeno che, secondo lui, è diventato una vera e propria “follia collettiva”.
Il giornalista apre il suo ragionamento con una confessione personale: aveva pensato di trascorrere due giorni tra le montagne orobiche con la moglie, ma ha desistito di fronte alle code interminabili e alle orde di turisti stipati sui sentieri e alle seggiovie. «Un Paese che trasforma la vacanza in una fiera della vanità», scrive, sottolineando come oggi le ferie siano più un’esibizione social che un momento di relax.
Feltri non risparmia critiche al modo in cui le ferie sono diventate un obbligo sociale, un’occasione per mostrare sui social le proprie “prestazioni” vacanziere, spesso accompagnate da comportamenti discutibili: tradimenti, vandalismi e selfie rischiosi, tutto a spese di tasche già prosciugate dai prezzi stellari. «Le oscenità più indecenti si compiono in vacanza», afferma, evidenziando come il desiderio di apparire e di condividere abbia soppiantato il senso autentico del viaggio.
Il lato economico è centrale nel discorso di Feltri. Le cifre sono impietose: soggiornare su una spiaggia modesta può costare fino a 1.500 euro al giorno, e molte famiglie si indebitano pur di concedersi qualche giorno di “fuga”. I dati sull’inflazione turistica confermano questa tendenza: aumenti del 20% sui pacchetti vacanza, un incremento che rende le ferie un vero e proprio investimento di soldi e tempo, spesso sprecati in esperienze superficiali e consumistiche.
Il giornalista ripercorre anche la storia delle vacanze, ricordando come un tempo avessero un senso più profondo: il Grand Tour del Settecento, le ferie come meritato riposo dopo un anno di fatica. Oggi, invece, tutto si riduce a clic, like e selfie, con un senso di vuoto e superficialità che pervade ogni momento di svago.
La conclusione di Feltri è amara: «Vacanze intelligenti? Una bufala». Citando un episodio cinematografico con Alberto Sordi, paragona l’Italia di oggi a una donna che, stanca e sfinita, si lascia ingannare dall’apparenza e dalla superficialità, perdendo di vista il vero senso del viaggio e del riposo.
In chiusura, una nota di nostalgia per un’Italia più semplice e autentica: «Vorrei rivivere un giorno di dolce far niente a Guardialfiera, con il sole che scava la campagna e il fiume che solletica le membra. Ma ormai non è più tempo del dolce partire. Le ferie sono diventate una cloaca di debiti e stupidità».
Vittorio Feltri, con il suo stile diretto e provocatorio, ci invita a riflettere sul vero significato delle vacanze e sulla necessità di recuperare un senso autentico di relax, lontano dalla superficialità e dal consumismo sfrenato che ormai dominano il nostro tempo.
