Drone russo abbattuto in Polonia. Rabbia Meloni, i jet italiani in volo

Una notte di alta tensione si è consumata lungo i confini orientali della NATO, segnando un nuovo capitolo nel deteriorarsi delle relazioni tra Mosca e l’Alleanza Atlantica. Tra il 9 e il 10 settembre, una massiccia incursione di droni russi ha colpito diverse aree dell’Ucraina occidentale, mentre simultaneamente si sono verificati violazioni dello spazio aereo di Polonia, Romania e Bielorussia, con risposte militari e diplomatiche di forte impatto.

Incursione di droni e violazioni dello spazio aereo
Secondo le autorità ucraine, nella notte sono stati lanciati 458 missili e droni contro il territorio ucraino, un attacco su larga scala che ha evidenziato la crescente capacità militare russa di condurre operazioni di attacco a distanza. In parallelo, la Polonia ha registrato 19 violazioni del proprio spazio aereo, con almeno tre droni abbattuti e un quarto presumibilmente colpito, come annunciato dal premier Donald Tusk davanti al Parlamento di Varsavia. La Polonia ha inoltre reso noto che alcuni droni hanno attraversato i confini, costringendo la difesa aerea a intervenire con abbattimenti e a richiedere consultazioni con la NATO, invocando l’articolo 4 dell’Alleanza.
Anche Romania e Bielorussia sono state coinvolte in questa escalation. La Romania ha inviato due caccia F-16 dalla base di Fetesti per intercettare droni sospetti vicino a Valcov, mentre in Bielorussia, il ministero della Difesa ha dichiarato di aver abbattuto droni entrati nel proprio territorio, attribuendone la perdita di rotta a interferenze elettroniche.
Risposte militari e alleanze
L’intervento coordinato tra diversi Paesi europei ha rappresentato un cambio di passo nella prontezza della NATO. Caccia olandesi, polacchi e italiani sono stati schierati in volo simultaneamente, con l’impiego di sistemi radar Patriot e aerei Awacs dell’Aeronautica Militare italiana, parte del dispositivo di sorveglianza aerea in Europa orientale. La conferma della partecipazione italiana è arrivata da una fonte dell’Alleanza Atlantica, sottolineando il ruolo chiave degli aerei radar italiani nel monitoraggio degli attacchi.
Nonostante i sistemi radar NATO abbiano rilevato i droni, non è stato necessario un intervento diretto con l’uso di missili, segno di una risposta cauta ma decisa. La coordinazione tra i vari Paesi e la prontezza delle forze militari segnano un deciso passo avanti nella difesa collettiva dell’area.

Reazioni politiche e diplomatiche
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’attacco come un «deliberato» atto di aggressione da parte russa, affermando di possedere prove crescenti e di essere pronto a collaborare con la Polonia per rafforzare la difesa aerea e i sistemi di allerta. Zelensky ha inoltre sottolineato l’importanza di un coordinamento europeo nella protezione dei cieli, rilanciando la proposta di una difesa aerea integrata tra i partner europei.
Dalla parte europea, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha condannato la «violazione sconsiderata e senza precedenti» dello spazio europeo, annunciando l’avvio di una tabella di marcia per una difesa comune entro il 2030. La von der Leyen ha anche proposto la creazione di un “muro di droni” europeo, finanziato con 6 miliardi di euro e in collaborazione con l’Ucraina, per contrastare le minacce aeree russe.

L’Italia, rappresentata dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha espresso piena solidarietà alla Polonia, condannando l’azione russa come «gravissima provocazione» e ribadendo l’impegno del Paese a lavorare per la sicurezza europea e ucraina.
Risposta russa e scenario internazionale
Da Mosca, l’incaricato d’affari russo in Polonia, Andrei Ordash, ha respinto ogni accusa, dichiarando che «non esistono prove che i droni siano russi». Tuttavia, Varsavia non ha arretrato, mantenendo il contatto costante con la NATO e sottolineando la «minaccia concreta» alla sovranità polacca.
L’episodio rappresenta un nuovo e preoccupante salto di tensione tra Mosca e l’Alleanza Atlantica, a pochi giorni dal summit di Bruxelles dedicato al rafforzamento della sicurezza aerea sul fronte est. La risposta coordinata con jet italiani, olandesi e rumeni in volo simultaneo, testimonia la volontà della NATO di difendere ogni centimetro del proprio territorio, rafforzando il messaggio politico che nessuna violazione resterà impunita.