Chef Vissani guida la rivolta dei ristoratori, così trascina Conte in tribunale: “Ora facciamo la rivoluzione”


 

Una class action contro il governo. Lo chef Gianfranco Vissani guida la rivolta contro Giuseppe Conte subito dopo il decreto Natale che chiuderà ancora una volta i bar e i ristoranti durante il periodo delle feste di Natale. Un drammatico dietrofont, dopo le promesse ribadite nelle settimane precedenti di voler concedere un po’ di ossigeno alle tante attività messe in ginocchio dal primo lockdown, dai ristori mai arrivati (o arrivati in grave ritardo) e dalle incertezze della ripresa economica che non c’è.

“L’ unica cosa da fare è una class action contro il governo. Altro che Repubblica basata sul lavoro, non abbiamo più nulla”, ripete Vissani al telefono con La Stampa. “I ristoranti moriranno, mi chiedo cosa stia facendo Conte. Vedo confusione, scelte imbarazzanti e nessuna logica. Dall’ inizio della pandemia io ho perso un milione di euro e se arriva la terza ondata del Covid ci sarà una rivoluzione”. “Abbiamo speso dei soldi per la sicurezza – ricorda con rabbia – e adesso? Almeno ci facciano pagare le bollette e le tasse al termine del 2021”.

Un malumore condiviso da Stefano Tedeschi, proprietario dello storico ristorante bolognese Diana: “Ci hanno tenuti chiusi per 9 mesi, ho speso 250mila euro e ne ho ricevuti 20mila di ristori, sono cifre ridicole rispetto alle perdite che abbiamo”. A Natale avevano già la sala piena: “Ho ordinato il tartufo, gli ingredienti per la pasta fresca e tanti altri cibi che cercheremo di regalare ai dipendenti, ma qualcosa andrà buttato. Sembra che siamo noi a portare il virus eppure le piazze sono piene per lo shopping”.