Casa degli orrori: donna tenuta schiava per 25 anni da una madre di 10 figli

 

Una storia sconvolgente emersa nel Regno Unito racconta di una donna tenuta prigioniera e sfruttata come una schiava per oltre venticinque anni. La responsabile, una madre di dieci figli di nome Mandy Wixon, 56 anni, è stata riconosciuta colpevole di sequestro di persona e lavori forzati dopo un lungo processo che ha portato alla luce un incubo durato decenni.

L’inizio dell’incubo

La vittima, identificata solo con l’iniziale “K” per ragioni di privacy, aveva circa 16 anni quando nel 1996 entrò nella casa di Wixon a Tewkesbury, nel Gloucestershire, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Quello che doveva essere un soggiorno temporaneo si trasformò invece in una prigionia durata oltre un quarto di secolo.

Secondo quanto ricostruito in tribunale, la ragazza aveva una disabilità intellettiva e una situazione familiare difficile. Proprio questa fragilità sarebbe stata sfruttata dalla donna per controllarla e manipolarla, isolandola completamente dal resto del mondo.

Violenze e umiliazioni quotidiane

Per anni la vittima sarebbe stata costretta a vivere in condizioni disumane. Doveva occuparsi di tutte le faccende domestiche della casa, spesso in ginocchio per pulire i pavimenti, tanto da sviluppare calli e ferite ai piedi e alle caviglie.

Le violenze erano frequenti e brutali. In aula è emerso che la donna veniva:

  • picchiata con oggetti come manici di scopa

  • costretta a mangiare solo gli avanzi della famiglia

  • rasata contro la sua volontà

  • colpita con candeggina e detergenti spruzzati sul viso o in gola

  • privata di cure mediche e igiene per anni.

A causa delle percosse e dell’assenza di cure, la vittima ha perso diversi denti e ha dovuto lavarsi di nascosto durante la notte per evitare punizioni.

La scoperta della “casa degli orrori”

La situazione è emersa solo molti anni dopo, quando la polizia è intervenuta nell’abitazione nel 2021. Gli agenti hanno trovato una casa in pessime condizioni e una donna visibilmente provata, spaventata e con segni evidenti di anni di abusi.

Secondo gli investigatori, Wixon sarebbe riuscita a mantenere il controllo sulla vittima grazie a una forte manipolazione psicologica e all’isolamento totale.

La condanna

Al termine del processo, la donna è stata dichiarata colpevole di sequestro di persona, aggressioni e sfruttamento con lavori forzati. Il giudice ha definito la vicenda una storia “crudele e persistente”, sottolineando il trauma duraturo subito dalla vittima dopo decenni di prigionia.

Per la responsabile è arrivata una condanna a 13 anni di carcere.

Una nuova vita dopo l’incubo

Dopo la liberazione, la vittima è stata accolta da una nuova famiglia affidataria e ha iniziato lentamente a ricostruire la propria vita. In una dichiarazione letta in tribunale ha raccontato:

“Per 25 anni ho vissuto nella paura e nel controllo. Ora sto imparando a sentirmi di nuovo al sicuro”.

Nonostante le ferite fisiche e psicologiche, la donna sta cercando di recuperare il tempo perduto, iniziando finalmente un percorso verso la libertà e l’indipendenza.