Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi erano impegnati in un trekking sulle Dolomiti bellunesi quando hanno perso l’orientamento.Il percorso ad anello scelto dai due è diventato un incubo nel momento in cui il sentiero si è fatto quasi invisibile tra gli alberi. Arrivati davanti a una zona impercorribile, hanno deciso di fermarsi e attendere condizioni migliori.
Ma come sono riusciti a salvarsi? Per resistere hanno creato un riparo, usando due pini dalla chioma folta, bastoni conficcati tutt’intorno, in modo da isolare il rifugio da umidità, vento e freddo notturno, riscaldandosi restando vicini, in quanto di notta, a milleseicento metri, la temperatura scende in fretta. L’acqua di un ruscello è stata decisiva per idratarsi, dato che sino a poco prima avevano bevuto la loro stessa urina, mentre Chiara ha raccolto fragole selvatiche per recuperare energie durante i giorni di isolamento.
Dopo quasi una settimana senza contatti, l’allarme è partito grazie alla famiglia. Le ricerche hanno coinvolto carabinieri, Protezione civile e Soccorso alpino. La svolta è arrivata quando Davide ha scelto di spostarsi verso una zona più visibile. Al passaggio dell’elicottero, il segnale giusto ha permesso ai soccorritori di individuarlo. I carabinieri hanno riconosciuto Davide e chiesto notizie di Chiara: pochi istanti dopo entrambi erano finalmente fuori dal pericolo.
La vicenda si è conclusa con un salvataggio che ha restituito alla coppia la serenità dopo giorni segnati da paura e sacrifici. Davide ha spiegato che la preparazione mentale e la capacità di restare uniti sono state essenziali per superare l’emergenza. Chiara ha dimostrato grande determinazione affrontando ogni momento difficile con lucidità e forza.
L’intervento dei soccorritori ha chiuso una storia drammatica ma anche ricca di coraggio umano e collaborazione. Una vicenda destinata a rimanere impressa per la capacità dei due protagonisti di non arrendersi mai davanti alle difficoltà incontrate tra le montagne e di ritrovare la strada verso la salvezza definitiva.


