“Signora…”. Prende il sole così e finisce malissimo: multata dai vigili, 105 euro

Una multa da 105 euro, un verbale per violazione della pubblica decenza e una vicenda destinata ad approdare in tribunale. È quanto accaduto a Maria José Bordalo Nunes, 55 anni, brasiliana residente in Italia da oltre trent’anni, che ha deciso di opporsi alla sanzione ricevuta dopo essere stata sorpresa in topless lungo il greto del fiume Natisone, a Cividale del Friuli, in provincia di Udine.

Quella che inizialmente sembrava una semplice contestazione amministrativa si è trasformata in un caso che riapre il dibattito sui limiti della pubblica decenza, sulla libertà personale e sulle diverse sensibilità culturali legate al corpo femminile.

La multa durante una giornata al fiume

L’episodio risale al 4 giugno 2021. La donna aveva scelto un tratto del greto del Natisone per trascorrere qualche ora di relax e prendere il sole.

Dopo aver tolto la parte superiore del costume, si sarebbe addormentata. Il riposo è stato però interrotto dall’arrivo della polizia locale.

Secondo quanto riportato nel verbale, la 55enne sarebbe stata chiaramente visibile dalla pubblica via, in particolare dalla panoramica del Ponte del Diavolo, uno dei luoghi più frequentati della città.

Gli agenti le hanno contestato un comportamento ritenuto contrario alla pubblica decenza, rilevando che fosse distesa con il seno scoperto e indossasse soltanto un perizoma nero. Da qui la sanzione amministrativa di 105 euro.

Il ricorso e l’udienza nel 2027

La donna ha scelto di non pagare la multa e, assistita da un legale, ha presentato ricorso.

L’udienza davanti al giudice di pace è stata fissata per il 10 febbraio 2027. Sarà il magistrato a stabilire se il provvedimento adottato dalla polizia locale sia legittimo oppure debba essere annullato.

«Non volevo offendere nessuno»

Nel ricostruire quanto accaduto, Maria José Bordalo Nunes sostiene che nel punto in cui si trovava non fossero presenti altre persone e che non vi fossero bambini o anziani.

Afferma inoltre di non aver visto alcun cartello che vietasse il topless o la permanenza in quell’area.

Secondo il suo racconto, mentre dormiva avrebbe sentito alcune persone gridare dal ponte, poco prima dell’arrivo degli agenti.

«Non me lo aspettavo», ha spiegato, ricordando la sorpresa provata quando i vigili le avrebbero chiesto di rivestirsi e seguirli al comando.

«Per me il topless è libertà»

La donna racconta di essere sempre stata abituata a prendere il sole senza reggiseno, sia in spiaggia sia in piscina, e di non aver mai ricevuto contestazioni simili.

«Per me il topless è libertà», sostiene, precisando di non aver mai avuto l’intenzione di offendere la sensibilità di altre persone.

Secondo la sua interpretazione, la vicenda rifletterebbe anche una diversa percezione culturale del corpo femminile tra il Brasile, suo Paese d’origine, e l’Italia.

Tra le argomentazioni portate a sostegno del ricorso, la 55enne richiama anche alcune manifestazioni pubbliche, come i Pride, durante le quali, a suo giudizio, vengono indossati abiti molto succinti senza che ciò comporti conseguenze analoghe.

Il dibattito sui social

La vicenda ha acceso un vivace confronto anche sui social network.

C’è chi considera anacronistica una sanzione per il topless, sostenendo che il tema non dovrebbe più suscitare polemiche, e chi invece ritiene che il rispetto delle norme debba prevalere indipendentemente dalle convinzioni personali.

Altri utenti evidenziano la necessità di chiarire quali siano le regole applicabili in contesti come quello del greto del fiume e se l’assenza di divieti espliciti possa incidere sulla legittimità della sanzione.

Nel frattempo, la donna racconta di vivere con apprensione quanto accaduto. Pur continuando a praticare il topless, spiega di scegliere oggi luoghi sempre più appartati, per timore di incorrere nuovamente in contestazioni analoghe.

Sarà ora il giudice di pace a pronunciarsi sulla vicenda, stabilendo se la multa elevata nel giugno 2021 sia conforme alla normativa o debba essere annullata.