Donald Trump ha deciso di fare ricorso alla Corte Suprema. Il motivo è ormai sulla bocca di tutti: i voti postali. Il presidente uscente degli Stati Uniti non li ha mai visti di buon occhio, tanto da arrivare a definirli pieni di “brogli e corruzione”. Proprio su questi, però, si è garantito la vittoria il democratico Joe Biden. Una scalata annunciata sabato 7 novembre da tutti i media americani, ma che ancora non risulta essere ufficiale. Il meccanismo Usa infatti è più complesso e lungo di quanto si pensi. In condizioni normali i voti vengono contati, i risultati vengono certificati, il collegio elettorale vota, un candidato ottiene la maggioranza e viene eletto presidente. Ragione, questa, per cui il vice di Obama è presidente solo in via ufficiosa, per il momento.

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Ma non solo, perché la procedura pare andare per le lunghe vista la battaglia legale annunciata da The Donald. Tante le denunce in questi giorni di “falsificazioni” e di defunti che, sorprendentemente votano. In particolare quella di Flavio Robert Paltrinieri, membro del partito Repubblicano della Florida e leader di Noi di Centro, che, sentito dopo la sconfitta da Affaritaliani.it, aveva denunciato quanto accadeva in alcune contee come nel Michigan.

Fatti, questi, che hanno fatto fare retromarcia alla CNN. L’emittente, pur dando per scontata la vittoria di Biden, sul suo sito continua ad indicare la mappa elettorale che attualmente assegnerebbe 279 voti elettorali a Biden e 214 a Trump, come una “proiezione” del risultato finale. Non è però passato inosservato all’analista e consulente economico-finanziario, Andrea Mazzalai, un dettaglio: “Oooops! Come mai la CNN ha tolto l’Arizona dalla casella Biden?”, si chiede mentre arriva anche il commento del leghista Alberto Bagnai: “Chiamatemi quando hanno finito”.

 

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