Beatrice morta a 2 anni, l’autopsia: “Polmoni da fumatrice”, accuse atroci a madre e compagno

Proseguono le indagini sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di appena due anni deceduta lo scorso 9 febbraio. Gli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura di Imperia stanno delineando un quadro che gli investigatori definiscono particolarmente complesso e che dovrà essere approfondito nel corso dell’inchiesta.

Tra gli elementi emersi figura anche il risultato dell’autopsia, secondo cui la bambina presentava «polmoni da fumatrice», una condizione che, secondo i consulenti incaricati dalla Procura, sarebbe riconducibile a una prolungata esposizione al fumo.

Per la morte della minore risultano indagati la madre, Manuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, ai quali viene contestato il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. Entrambi sono da considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La causa della morte

L’esame autoptico ha stabilito che Beatrice è deceduta a seguito di una grave emorragia cerebrale provocata da un trauma cranico.

Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, i consulenti avrebbero inoltre riscontrato ulteriori lesioni sul corpo della bambina, elemento che rappresenta uno dei principali aspetti al centro delle indagini coordinate dalla Procura.

Lividi, ecchimosi e fotografie al vaglio degli inquirenti

Oltre al trauma ritenuto fatale, gli accertamenti medico-legali avrebbero evidenziato la presenza di lividi ed ecchimosi in diverse parti del corpo.

Nel fascicolo investigativo sono confluite anche alcune fotografie, acquisite dagli investigatori, che mostrerebbero il volto della piccola con evidenti tumefazioni. Le immagini saranno esaminate nell’ambito del procedimento insieme agli altri elementi raccolti per verificare le ipotesi formulate dagli inquirenti.

Le dichiarazioni delle sorelle

Tra gli elementi acquisiti figurano anche le testimonianze delle due sorelle della bambina, di 9 e 10 anni, ascoltate nel corso delle indagini.

Secondo quanto riportato negli atti, le due minori avrebbero riferito episodi di presunte violenze ai danni della sorellina durante i giorni trascorsi nell’abitazione di Emanuel Iannuzzi a Perinaldo.

Le bambine sono state successivamente allontanate dal contesto familiare e affidate a una struttura protetta.

I soccorsi e le verifiche sulla tempistica

Un ulteriore aspetto oggetto di approfondimento riguarda la gestione dei soccorsi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo il decesso il corpo della piccola sarebbe stato trasportato dalla madre a Bordighera, dove solo successivamente sarebbe stato richiesto l’intervento del personale sanitario.

Gli accertamenti disposti dalla Procura ipotizzano che un allarme lanciato tempestivamente avrebbe potuto offrire alla bambina concrete possibilità di sopravvivenza. Anche questo elemento sarà oggetto di ulteriori verifiche nel prosieguo dell’inchiesta.

Le indagini proseguono

La Procura di Imperia continua a lavorare per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.

Gli elementi emersi finora rappresentano il quadro investigativo attualmente al vaglio degli inquirenti e dovranno essere verificati nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento per tutte le persone coinvolte.