Strage di Finale Ligure, orribile scoperta su mamma Paola: “Lui l’ha costretta a guardare”
I tre componenti della famiglia Baruzzo descritti da amici e vicini come uniti e senza apparenti crepe. La comunità del Savonese si interroga sull’estremo gesto tra il ricordo di una vita normale e i segnali inespressi del passato.
Sgomento, dolore e una serie di interrogativi che al momento non trovano risposta. A Finale Ligure, in provincia di Savona, l’intera comunità cerca di comprendere le ragioni della tragedia consumatasi nella notte tra il 2 e il 3 settembre. Dietro la porta dell’abitazione della famiglia Baruzzo si è consumato un dramma che ha sconvolto amici, vicini e conoscenti, incapaci di conciliare il ritratto di una famiglia unita e affiatata con l’epilogo drammatico di quelle ore.
Le vittime sono Paola Siri, di 60 anni, e il figlio Mattia, di appena 15. Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto, il padre, il 59enne Daniele Baruzzo, avrebbe impugnato un’arma da fuoco prima contro il ragazzo, poi contro la moglie e infine avrebbe rivolto l’arma contro se stesso, togliendosi la vita.
Il contrasto con una quotidianità ordinaria
Ciò che rende ancora più difficile per i conoscenti accettare l’accaduto è l’apparente normalità che caratterizzava la vita dei tre fino a poche ore prima del dramma. Mattia, quindicenne con la passione per il calcio, aveva da poco superato il debito scolastico estivo e si preparava a riprendere gli allenamenti con la squadra la settimana successiva, come confermato dallo stesso padre nei messaggi scambiati di recente con gli altri genitori. Tra i progetti imminenti della famiglia c’era anche una crociera da vivere insieme prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.
“Non posso credere che Daniele abbia fatto del male a Paola e Mattia”, racconta un amico di famiglia a Il Secolo XIX, descrivendo la coppia come legata da un affetto profondo e dedita al figlio. A fargli eco sono le parole di un’amica d’infanzia, Elisabetta Mandraccia: “Spero che Paola non se ne sia accorta altrimenti gli ultimi minuti della sua vita sono stati più atroci della morte”, in riferimento alla sequenza dei fatti che vede il ragazzo colpita per primo.
I momenti difficili e il peso dei dolori taciuti
Ripercorrendo la storia dei Baruzzo, chi li conosceva ricorda come la coppia avesse affrontato in passato fasi complesse. La nascita di Mattia in età matura aveva reso i genitori particolarmente apprensivi nei suoi confronti. La donna aveva superato in passato un periodo di forte depressione, mentre il marito si era fatto carico personalmente della malattia e della successiva scomparsa dei propri anziani genitori.
Un impegno gravoso che Daniele Baruzzo avrebbe affrontato senza richiedere supporto all’esterno. “Aveva gestito tutta la situazione da solo, senza chiedere aiuto: probabilmente quel dolore l’aveva segnato più di quanto desse a vedere”, riferiscono alcune testimonianze. Elementi che oggi vengono riletti alla luce di quanto accaduto, ma che non bastano a spiegare cosa possa aver innescato una simile sequenza di eventi.
Una ricerca di risposte che resta aperta
A Finale Ligure il ricordo dominante resta quello di una famiglia dinamica e proiettata verso il futuro. Mentre gli investigatori lavorano per fare piena luce sugli aspetti tecnici della vicenda, tra le vie del comune savonese si ripercorrono conversazioni e dettagli degli ultimi giorni, nel tentativo di dare un senso a un evento che ha lasciato un vuoto profondo nell’intera cittadina.