Bambina di 6 anni aggredita al parco: chi sono gli assalitori

Un pomeriggio all’aria aperta trasformatosi in un incubo nel giro di pochi istanti. Si sono vissuti momenti di forte apprensione a Bologna, nel parco di San Donnino, dove una bambina di soli sei anni sarebbe stata vittima di un’aggressione da parte di un gruppetto di altri minori. L’episodio, avvenuto intorno alle 17:00, è ora al vaglio delle forze dell’ordine che stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
La ricostruzione dell’episodio
Secondo la testimonianza resa dalla madre agli investigatori, la donna si trovava a passeggiare nell’area verde insieme alla figlia quando la piccola sarebbe stata avvicinata da cinque bambini, di età stimata tra i sei e i dieci anni. Sfruttando un attimo di distrazione della madre, il gruppo avrebbe circondato la bambina, spingendola a terra e colpendola con ripetuti calci.
L’immediato intervento della donna ha messo in fuga il gruppetto, che si è allontanato rapidamente lungo i viali del parco.
I soccorsi al Sant’Orsola e gli accertamenti medici
Subito dopo l’accaduto, la madre ha accompagnato la figlia al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola. Come da prassi in caso di sospette violenze su minori, i sanitari hanno attivato le procedure di tutela e informato le forze dell’ordine. I controlli e gli esami clinici svolti dai medici non hanno fortuna evidenziato lesioni gravi o traumi che richiedessero il ricovero, permettendo alla bambina di dimettersi e far rientro a casa.
Le indagini e il nodo dell’imputabilità
Gli investigatori stanno attualmente analizzando le testimonianze e verificando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare i componenti del gruppo e ricostruire con certezza la sequenza degli eventi. Al momento non risultano precedenti attriti o divergenze tra le parti, rendendo il movente dell’aggressione ancora del tutto incerto.
Trattandosi di bambini di età inferiore ai quattordici anni – soglia limite stabilita dall’ordinamento italiano per l’imputabilità penale –, i giovanissimi coinvolti non potranno essere perseguiti penalmente. L’attività delle autorità resta comunque fondamentale per fare piena luce sull’accaduto e valutare l’eventuale segnalazione ai servizi sociali e il coinvolgimento delle rispettive famiglie.