Autista dell’ambulanza accusato di aver ucciso sei anziani, le intercettazioni shock: “Io sponsor di viaggi sereni, secchiamo questi vecchi”

Una vicenda sconvolgente scuote il mondo dell’assistenza sanitaria e della giustizia. Luca Spada, 27 anni, autista di ambulanza, è stato arrestato con l’accusa di aver provocato la morte di diversi pazienti anziani durante i trasporti sanitari, in un quadro che appare sempre più inquietante.

Le intercettazioni e gli atti giudiziari rivelano un comportamento cinico e disumano. Dalle conversazioni captate dagli investigatori emerge un atteggiamento distaccato e sprezzante nei confronti delle vittime, con Spada che si riferiva agli anziani come a numeri o opportunità di lucro. In alcune chat, il giovane avrebbe sostenuto che alcuni di loro “dovessero morire”, e si vantava con colleghi di pianificare turni di lavoro “per fare la lunga”, cioè provocare decessi e aumentare così i compensi legati ai servizi funebri.

Il quadro accusatorio si è rafforzato attorno all’ipotesi di omicidio volontario, contestato inizialmente a un solo caso, quello di una donna di 85 anni, il cui decesso è stato confermato autopticamente come causato dall’iniezione di aria nei cateteri venosi, provocando embolie gassose. Tuttavia, gli investigatori non escludono che altri decessi siano stati orchestrati con modalità simili, e le indagini sono ancora in corso per accertare la portata completa di questa vicenda.

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda il movente economico. Le indagini hanno scoperto l’esistenza di un vero e proprio tariffario per i trasporti funebri, con compensi proporzionati al numero di servizi effettuati. Un sistema articolato, che coinvolge più agenzie e una suddivisione territoriale del mercato, in cui la morte dei pazienti poteva rappresentare una fonte di guadagno illecito, alimentando sospetti sul cosiddetto “caro estinto”.

Sul fronte delle segnalazioni interne, alcuni colleghi di Spada avrebbero iniziato a nutrire dubbi e a notare comportamenti sospetti. In un episodio, una collega avrebbe trovato eccessive e anomale le osservazioni di Spada sulle condizioni di una paziente, poi deceduta poco dopo il trasporto. Queste discrepanze tra quanto dichiarato e quanto effettivamente osservato hanno alimentato i sospetti di un possibile coinvolgimento volontario.

Il comportamento di Spada si sarebbe fatto sempre più inquietante, con segnali di ansia e paura di essere scoperto. Secondo gli atti, l’autista avrebbe anche cercato dispositivi nascosti all’interno dell’ambulanza e tentato di contattare insistentemente colleghi e conoscenti, nel tentativo di gestire sospetti e voci sul suo conto. La giudice Ilaria Rosati ha disposto la custodia cautelare in carcere, sottolineando la gravità dei fatti e il rischio di reiterazione, evidenziando la capacità criminale e la premeditazione (anche se non formalmente contestata) di Spada.

L’indagine, tuttora aperta, prosegue con l’obiettivo di chiarire ogni dettaglio di questa vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e sollevato importanti interrogativi sulla sicurezza e l’etica nel settore dei trasporti sanitari. Mentre si attendono ulteriori sviluppi, l’intera comunità resta in attesa di giustizia e di risposte chiare su un episodio che mette in discussione valori fondamentali di umanità e rispetto.