“Arrestata dagli israeliani”. La notizia che fa indignare l’Italia: “Tajani deve intervenire subito”

Ore di apprensione alla Spezia per Giorgia Lombardi, consigliera comunale di LeAli a Spezia/Alleanza Verdi e Sinistra e componente del Consiglio nazionale di Europa Verde, fermata dalle autorità israeliane in Cisgiordania insieme ad altri 13 volontari internazionali. La donna si trovava nei pressi di Kafr Ni’ma, a circa 20 chilometri da Ramallah, per partecipare a un’iniziativa di solidarietà con i contadini palestinesi impegnati nella tradizionale raccolta delle olive.

Secondo le prime ricostruzioni, il fermo sarebbe avvenuto dopo un’aggressione attribuita a un gruppo di coloni israeliani nei confronti di cittadini palestinesi e attivisti internazionali. Successivamente sarebbero intervenuti l’esercito e la polizia israeliani, che avrebbero fermato i volontari e ritirato loro i passaporti. Tra le persone trattenute ci sarebbero anche altri cittadini italiani.

La consigliera spezzina, secondo quanto riferito dal suo entourage, sarebbe in buone condizioni di salute, ma al momento non avrebbe ancora ricevuto indicazioni certe sulla propria sorte. Si attende di capire se le autorità israeliane procederanno con il rilascio oppure con il rimpatrio del gruppo. Una situazione che ha immediatamente mobilitato il mondo politico ligure e le istituzioni cittadine.

Il racconto di Angelo Bonelli: «Sono stati aggrediti e poi fermati»

A ricostruire quanto accaduto è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha riferito di aver ricevuto direttamente da Giorgia Lombardi un messaggio vocale nel quale la consigliera raccontava i momenti concitati dell’intervento delle autorità.

Bonelli ha spiegato di aver immediatamente informato il ministero degli Esteri, chiedendo un intervento della diplomazia italiana per tutelare i volontari e ottenere la loro liberazione.

Secondo la testimonianza riferita dal parlamentare, alcuni cittadini palestinesi sarebbero stati brutalmente picchiati dai coloni e anche gli attivisti internazionali sarebbero stati aggrediti. In seguito sarebbero arrivati militari e agenti israeliani, che avrebbero proceduto al fermo dei volontari anziché intervenire contro i responsabili delle violenze denunciate.

«Il gruppo è stato fermato e ora è in attesa di sapere se sarà rimpatriato o liberato. Non sono stati colpiti, anche se è già accaduto che i coloni aggredissero i volontari. Sta bene e sta aspettando di capire quale sarà il suo destino. Siamo molto preoccupati», ha riferito l’entourage della consigliera.

Per Lombardi non si tratta della prima esperienza in Cisgiordania. Già nel novembre 2025 aveva preso parte a una missione internazionale di solidarietà, durante la quale il gruppo, composto da una ventina di persone, aveva denunciato tentativi di aggressione da parte dei coloni e minacce da parte dell’esercito israeliano.

La mobilitazione alla Spezia: il sindaco Peracchini esprime solidarietà

La notizia del fermo ha suscitato forte preoccupazione nella città ligure. Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha voluto manifestare pubblicamente la propria vicinanza alla consigliera, sottolineando come in una situazione del genere debbano essere superate le divisioni politiche.

«Di fronte a queste notizie le appartenenze e gli schieramenti politici non esistono, ma lasciano pieno spazio alla solidarietà: Giorgia Lombardi è innanzitutto una nostra concittadina, una rappresentante del nostro Consiglio comunale ed è parte integrante della nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino.

Peracchini ha rivolto un pensiero anche ai familiari della consigliera, al capogruppo Roberto Centi, ai colleghi di partito e ad Angelo Bonelli, assicurando che l’amministrazione comunale seguirà attentamente ogni sviluppo e resterà a disposizione per favorire il suo rientro nel più breve tempo possibile.

In una nota ufficiale, il Comune ha confermato di seguire la vicenda con grande attenzione e preoccupazione. La priorità, viene sottolineato, è ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare che siano garantite tutte le condizioni necessarie per la sicurezza e la tutela delle persone coinvolte.

L’amministrazione ha inoltre assicurato che manterrà i contatti con le istituzioni competenti e con la rete diplomatica italiana per ottenere chiarimenti e garantire alla consigliera tutta l’assistenza necessaria.

Bonelli e Centi chiedono la liberazione degli attivisti

Durissima la posizione di Angelo Bonelli, che ha denunciato quanto accaduto definendolo l’ennesimo episodio inaccettabile di violenza. Il deputato ha attribuito la responsabilità politica del clima nella regione alle politiche del governo Netanyahu, chiedendo al ministero degli Esteri di attivare immediatamente tutti i canali diplomatici disponibili.

«Non è accettabile che chi aiuta pacificamente i palestinesi venga arrestato mentre chi esercita violenza rimane impunito», ha dichiarato Bonelli, sollecitando garanzie sull’incolumità dei volontari e il loro immediato rilascio.

Solidarietà è arrivata anche da Roberto Centi, capogruppo di LeAli a Spezia/Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio comunale. Centi ha espresso profonda preoccupazione e indignazione per il fermo della collega, chiedendo la liberazione immediata di Lombardi e degli altri attivisti.

Il capogruppo ha ricordato l’impegno della consigliera a favore della popolazione palestinese, sottolineando come la sua presenza in Cisgiordania rappresenti una scelta di solidarietà coerente con i valori sostenuti anche nella sua attività politica e istituzionale.

«La solidarietà pacifica non può essere considerata un crimine e la difesa dei diritti umani non può essere repressa», è il messaggio lanciato da Centi, che ha chiesto al governo italiano di intervenire con decisione.

Andrea Orlando sollecita il governo: «Serve un’iniziativa diplomatica»

Sulla vicenda è intervenuto anche Andrea Orlando, esponente del Partito democratico ed ex ministro della Giustizia, che ha rivolto un appello al governo Meloni affinché assuma una posizione chiara e attivi tempestivamente la diplomazia.

Orlando ha ricordato che i 14 volontari si trovavano in Cisgiordania per sostenere i contadini palestinesi durante la raccolta delle olive, dopo le aggressioni denunciate nei loro confronti.

Il parlamentare ha sollecitato la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani a intervenire per ottenere la liberazione dei cittadini italiani, sottolineando la gravità del fatto che, secondo le informazioni diffuse, ai volontari sarebbero stati ritirati i passaporti e sarebbe stata limitata la libertà personale.

Una richiesta accompagnata da critiche alla risposta finora espressa dal governo, che secondo Orlando non può limitarsi a un semplice auspicio di liberazione.

La solidarietà del Partito Democratico ligure

Parole di vicinanza sono arrivate anche dal Partito Democratico ligure e spezzino. Il segretario regionale Davide Natale e quello provinciale Marco Baruzzo hanno espresso solidarietà a Giorgia Lombardi e a tutti gli altri volontari trattenuti dalle autorità israeliane.

I due dirigenti hanno definito grave il fermo di cittadini internazionali impegnati in un’attività di sostegno alla popolazione locale, chiedendo un intervento rapido del governo italiano per garantire la sicurezza delle persone coinvolte e il rispetto dei loro diritti.

La vicenda, hanno sottolineato, si inserisce in un contesto particolarmente delicato, segnato da ripetute denunce di violenze e abusi nei territori della Cisgiordania.

Alla Spezia, intanto, cresce l’attesa per conoscere gli sviluppi della situazione. La priorità condivisa dalle istituzioni e dalle forze politiche è ottenere garanzie sulle condizioni di Giorgia Lombardi e degli altri volontari, chiarire le circostanze del fermo e favorire il loro ritorno in Italia. Una vicenda che, al di là delle appartenenze politiche, ha unito la comunità spezzina in un appello comune per la sicurezza della propria concittadina.