CARLO VICENTINI, I DETTAGLI MACABRI SULLO STERMINIO DELLA FAMIGLIA

Prosegue, da parte degli agenti della Squadra mobile,  l’interrogatorio di testimoni e persone informate sui fatti per capire meglio come è scaturita la strage familiare compiuta dal medico Carlo Vicentini .

Una strage pazzesca che ha lasciato tutti gli italiani letteralmente senza parole, anche perché tutti coloro che lo conoscevano o hanno avuto modo di interagire con lui, parlano di un  medico stimato.

Lo descrivono come  persona disponibile e sensibile, ma cosa è scattato nella sua testa, al punto da commettere tutto questo orrore?

E’ su questo che gli inquirenti devono far luce. Dovranno rispondere a un interrogativo, risolvere un vero e proprio rebus, fitto di misteri, anche se nessuno potrà mai restituire le vittime ai propri cari.

Come riportato da leggo.it  e da diversi altri siti che si stanno occupando del caso, gli agenti della polizia Scientifica e della Squadra mobile della Questura,  nel varcare la soglia della villetta in cui l’urologo aquilano Carlo Vicentini  abitava con la famiglia, inizialmente,  non hanno notato nulla di strano, dal momento che  la zona cucina e soggiorno erano  ben puliti e arredati.

E’ poco dopo che, sotto i loro occhi, si è palesato uno scenario da incubo, con sangue dappertutto…quello dei familiari  massacrati e saranno i risultati dell’esame autoptico, effettuato sulle 4 salme, a far luce sull’esatta modalità e sulla dinamica con cui è stata compiuta la mattanza. Carlo Vicentini, 70 anni, urologo, è per gli inquirenti l’esecutore materiale degli omicidi, per poi essersi, egli stesso, tolto la vita. 

Vicentini ha ucciso la moglie 63enne Carla Pasqua,  il figlio disabile 43enne Massimo, la figlia 36enne Alessandra, dietologa presso l’ospedale di Teramo.  Da una prima analisi esterna dei cadaveri, pare che la signora Pasqua sia sta colpita con un proiettile al collo, mentre i due figli alla testa. Alessandra, però, anche al letto. Sono bastati cinque colpi per ucciderli, con una P38.

Da una prima ricostruzione, pare che la figlia si sia accorta di quanto stava per accadere ma è stata freddata nel vano tentativo di fuggire.  Sono ore concitate, queste, per gli  agenti della Squadra mobile  che stanno ascoltando i testimoni e le persone informate sui fatti  in modo da contestualizzare la strage compiuta dall’urologo.

Verranno analizzati i reperti recuperati nel sopralluogo, tra  cui il manoscritto del Vicentini,  cinque cellulari, due computer, un portatile, delle registrazioni delle telecamere di sicurezza della villetta e infine delle tanti armi di cui Vicentini disponeva.  Gli inquirenti sono convinti che avrebbe dato sfogo alla follia omicida,  dopo un lungo periodo di depressione aggravata dalle condizioni di salute del figlio, disabile sin dalla nascita,  e dal pensionamento arrivato due mesi fa, ma sempre vissuto male.