SCONTRO TRA AEREI, LE ULTIME PAROLE DEI PILOTI PRIMA DI MORIRE

Una missione di addestramento è risultata fatale per due piloti esperti dell’aeronautica italiana, schiantatisi a Guidonia evitando eroicamente il centro abitato. Non c’è stato nulla da fare per il maggiore Marco Meneghello, 45enne originario di Legnano, e per il tenente colonnello tarantino Giuseppe Cipriano, pilota 47enne che poteva vantare ben 6 mila ore di volo all’attivo.

Per cause ancora in corso di accertamento, proprio quando l’esercitazione era finita e i due velivoli U-208 Siai Marchetti erano in fase di preparazione per l’atterraggio, qualcosa è andato storto e si sarebbero toccati in volo. L’impatto ha fatto perdere il controllo dei velivoli ai due piloti che, purtroppo, non hanno potuto fare nulla per evitare l’impatto al suolo.

Dopo la tragedia sono state aperte due inchieste parallele per accertare i fatti: l’indagine giudiziaria della magistratura ordinaria e quella interna dell’aeronautica militare. I due aerei precipitati erano usciti in volo con una squadra di 4 aerei U-208 per un’esercitazione che aveva ad oggetto la manovra diamante, dopo di che erano ormai pronti a rientrare alla base.

I due velivoli fuori controlli si sono andati a schiantare in due zone diverse: l’aereo con a bordo Cipriano è caduto in una zona rurale di Collefiorito di Guidonia, mentre Meneghello si è schiantato in pieno centro abitato, in via delle Margherite, ma con una manovra disperata è riuscito miracolosamente ad evitare le abitazioni.

In queste ore sono venute fuori incredibili testimonianze di chi si trovava proprio nei paraggi dello schianto. Un testimone oculare avrebbe udito le disperate richieste di aiuto di uno dei due piloti e si sarebbe precipitato per tentare di soccorrerlo: ecco il suo incredibile racconto.

Tutta Italia è sotto choc per questa tragedia immane che ha colpito due piloti di grande valore dell’Aeronautica militare italiana. Una assurda fatalità che purtroppo non ha lasciato scampo ai due velivoli schiantatisi nella cittadina laziale, per fortuna senza conseguenze per la popolazione locale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di cordoglio al capo di Stato Maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone, parlando di profonda commozione per tutto il Paese. Poi ha concluso esprimendo grande vicinanza alle famiglie delle due vittime: “In questa triste circostanza voglia rendersi interprete presso l’Aeronautica Militare e le famiglie dei due ufficiali dei miei sentimenti di cordoglio, solidarietà e intensa partecipazione al dolore dei congiunti”.

Dalle ultime ricostruzioni dell’accaduto pare che il maggiore Marco Meneghello, caduto in pieno centro abitato, abbia fatto il possibile per evitare le abitazioni, riuscendo a schiantarsi con una manovra disperata proprio al centro della strada. Un gesto eroico che ha salvato probabilmente la vita di tante persone e che gli verrà certamente riconosciuto con i giusti onori.

In queste ore stanno trapelando le prime interessanti testimonianze di chi si trovava proprio nei paraggi di via Margherite. Del tutto ignaro della tragedia che stava per verificarsi, Daniele Saccucci, un cittadino di Guidonia, era seduto al bar quando improvvisamente è stato scosso da un boato fortissimo proveniente dalla strada.

Il suo racconto è da brividi: “Ho visto l’aereo caduto, girato. Subito dopo il botto, mi sono avvicinato il più possibile, c’è il pilota che gridava aiuto, ma in quell’istante ha preso fuoco e non c’è stato più niente da fare. Ho provato a tornare con l’estintore, ma le fiamme erano troppo alte”. A quanto pare dopo lo schianto il pilota era ancora vivo e chiedeva aiuto, purtroppo subito dopo il velivolo ha preso fuoco e non c’è stato più nulla da fare.