LA STORIA DELLA RAGAZZA MESSA INCINTA DAL PADRE TROVA LA SUA GIUSTIZIA
Una storia terribile quella di Silvia, una giovane donna fatta oggetto in passato di terribili violenze da parte del uomo alla quale era stata affidata. Lacrime, di gioia e di rabbia, quelle versate in seguito ad una decisione sacrosanta del Tribunale, sopraggiunta forse troppo tardi.
Il dolore tremendo causato da eventi così spiacevoli non potrà mai essere cancellato, ma fare giustizia era un dovere non più prorogabile. Per tanti anni le sue denunce sono state archiviate, solo ultimamente la Procura le ha ritenute credibili. Troppo tardi, purtroppo, visto che tanto altro male è stato causato da quell’uomo ora finito alla sbarra per accuse gravissime.
Era solo una ragazzina di appena 17 anni all’epoca di quelle tremende violenze alle quali era stata sottoposta la povera Silvia. Come ricorda ora il suo avvocato, la sua vita è stata irrimediabilmente distrutta, non si può cancellare tanto male con una sentenza tardiva.
Purtroppo la donna non è stata l’unica a ricevere attenzioni ‘particolari’ da parte di quell’uomo le cui tremende responsabilità sono state ora appurate nelle sedi opportune. Sorprende non poco il fatto che, nonostante fossero ormai appurati le gravi violenze poste in essere, si sia deciso comunque di affidargli altri ragazzi.
Un errore assolutamente imperdonabile, che dimostra come ci sia stata troppa superficialità nell’affrontare una vicenda che meritava sin da subito un altro tipo di approccio, in particolare tenendo conto che in ballo vi fosse l’incolumità di minorenni. Parliamo di una vigenza giudiziaria piuttosto delicata, alla quale si spera che la giustizia italiana abbia messo un punto fermo: ecco gli ultimi aggiornamenti.
Dopo anni di violenze e abusi sui minori loro affidati, finalmente il Tribunale dei Minori ha deciso di togliere loro la custodia. Davvero troppo tardi, considerando che gli affidi siano proseguiti anche dopo le condanne pesanti in tutti i gradi giudizio per le violenze perpretate ai danni di Silvia.
Aveva solo 17 anni la giovane quando, ai primi anni 2000, fu affidata a questa coppa. Dalle violenze di natura sessuale che fu costretta a subire, Silvia divenne madre di un bambino nel 2002. Quando rimase incita, i suoi genitori affidatari tentarono in tutti i modi di indurla ad abortire, definendo persino il bambino nel suo grembo come “un abominio della natura“.
Non è tutto, perchè all’opposizione della ragazza all’aborto, i due orchi la punirono cucendole i genitali in occasione di quei riti satanici alla quale era sottoposta la povera Silvia. Per troppo tempo queste denunce di violenze a sfondo satanista sono state archiviate dalla Procura di Milano, solo ora il tutto è stato perfettamente riconosciuto come definitivamente accertato.
Solo ora, in seguito all’emissione delle misure cautelari cautelari di obbligo di dimora e divieto di avvicinamento, il Tribunale dei minori ha revocato d’urgenza il collocamento di due gemelli affidati dai servizi sociali ai due coniugi.
Una magra consolazione per chi ha dovuto patire per anni le violenze di questa famiglia. L’avvocato di Silvia, Massimo Rossi, ha dichiarato all’Agi che la Procura di Genova e il Csm valuteranno ora se, come si pensa, ci siano state gravi omissioni da parte dei magistrati di Siena che si occuparono della vicenda “archiviando le denunce della mia assistita”. A proposito, invece, della povera Silvia ha dichiarato con amarezza: “La sua vita è stata rovinata e nessun risarcimento può restituirle la serenità ma vogliamo andare fino in fondo”.