Gianni Di Vita ha confessato ai pm: “Sì, ho…

Gianni Di Vita torna al centro di un’inchiesta che, da mesi, tiene col fiato sospeso un’intera comunità e l’opinione pubblica.
L’uomo ha perso la moglie Antonella e la figlia Sara, in una vicenda ancora avvolta da molti interrogativi.
Gli investigatori lavorano senza sosta per ricostruire ogni dettaglio, ascoltando più volte familiari, amici e conoscenti delle persone coinvolte.
Ora, però, dai verbali emerge un’ammissione che potrebbe aggiungere un tassello importante al quadro.
Una dichiarazione arrivata con fatica, dopo diverse audizioni, e solo davanti a domande precise degli inquirenti.

Le sue parole riguardano la sfera più privata della sua vita familiare, rimasta finora lontana dai riflettori e dal racconto pubblico.
Ma non è l’unico elemento a emergere: l’inchiesta si arricchisce infatti di nuovi episodi ancora da chiarire.
Alcuni di questi sembrano lontani dal caso, eppure gli investigatori li stanno esaminando con grande attenzione, alla ricerca di possibili collegamenti.
E c’è anche chi, oltreoceano, potrebbe presto fornire informazioni decisive per indirizzare le indagini nella giusta direzione.
Cosa ha confessato Gianni Di Vita ai pm? Arriva la svolta clamorosa: “Si ho…”:

La vicenda si è consumata a Pietracatella, in provincia di Campobasso, comune di cui Di Vita è stato sindaco.
Antonella e Sara hanno perso la vita a causa di un’intossicazione da ricina, sostanza individuata dal Centro antiveleni di Pavia.
Un’inchiesta, al momento, senza indagati, in cui gli investigatori della Mobile cercano risposte e verificano ogni possibile pista.
Secondo quanto emerso, la coppia attraversava da tempo una crisi: già nel 2018 Antonella chiedeva a un’amica di aiutarla a trovare un avvocato divorzista.
L’amica lo ha confermato solo dopo essere stata indagata per favoreggiamento.

Ora Di Vita ha ammesso ai pm: «Sì, ho tradito mia moglie», indicando anche il nome dell’altra donna, sposata con un uomo interrogato più volte.
Quest’ultimo avrebbe incontrato Antonella il 22 dicembre, il giorno prima della data ritenuta più probabile dell’intossicazione.
Sotto la lente anche il furto, a marzo, di sette computer dal liceo di Casacalenda, dove insegna una cugina di Di Vita, perquisito venerdì.
Si indaga inoltre sull’incendio doloso che a giugno ha danneggiato una scuola elementare vicina, nonostante l’impianto elettrico fosse stato appena rinnovato.
Infine, gli investigatori attendono dall’Fbi un rapporto sull’origine dei messaggi pubblicati su Reddit, che descrivevano un’ipotesi molto simile al caso.







