Legge elettorale, anche la super vip italiana tra i firmatari dei ricorsi: “Fa schifo”
L’attrice napoletana si schiera tra i firmatari dei ricorsi contro la riforma elettorale e non risparmia critiche al testo. Nel mirino il premio di maggioranza, l’impossibilità per gli elettori di scegliere i capilista e l’indicazione del candidato premier. E sulla politica chiarisce: «Neanche morta, non è il mio mestiere».
Marisa Laurito torna a far sentire la propria voce e lo fa con la schiettezza che da sempre la contraddistingue. L’attrice, amatissima dal pubblico per la sua lunga carriera tra teatro, televisione e spettacolo, ha deciso di schierarsi apertamente contro la nuova legge elettorale, firmando uno dei ricorsi destinati a contestarne la costituzionalità.
Una presa di posizione netta, accompagnata da una metafora culinaria che non lascia spazio a interpretazioni. Per descrivere la riforma, Laurito tira in ballo il fegato alla veneta senza retina: una ricetta che, già di per sé, non incontra i suoi gusti e che diventa ancora meno appetitosa se privata della protezione necessaria durante la cottura.
L’ironia, però, non deve ingannare. Dietro la battuta c’è una critica precisa al funzionamento della nuova legge elettorale e alle conseguenze che, secondo l’attrice, potrebbe avere sugli equilibri costituzionali.
Marisa Laurito firma i ricorsi contro la legge elettorale
Laurito figura tra i circa 500 firmatari dei ricorsi promossi contro la riforma. La sua contrarietà nasce soprattutto dalla convinzione che il testo intervenga su aspetti fondamentali dell’assetto istituzionale italiano, incidendo sul rapporto tra cittadini, Parlamento e organi costituzionali.
«Questa legge non mi piace perché va a toccare la Costituzione», è la posizione espressa dall’attrice, che non nasconde le proprie perplessità neppure sul metodo con cui vengono affrontate le regole elettorali.
A suo giudizio, infatti, non è ragionevole che ogni governo senta la necessità di riscrivere da capo la legge che disciplina le elezioni. Laurito auspica piuttosto l’esistenza di un sistema stabile, capace di durare nel tempo e di garantire regole condivise al di là delle alternanze politiche.
«Non ho mai capito perché chiunque vada al governo debba rifare la legge elettorale daccapo», è il senso della sua critica. L’idea di una normativa valida nel tempo rappresenta, per l’attrice, un obiettivo auspicabile per assicurare maggiore continuità istituzionale.
Premio di maggioranza e capilista: ecco cosa contesta l’attrice
Tra gli aspetti più controversi della riforma, Laurito condivide diverse obiezioni sollevate dai promotori dei ricorsi e dalle forze politiche contrarie al provvedimento.
Il primo punto riguarda il premio di maggioranza, giudicato eccessivo da chi teme che possa alterare il rapporto tra voti ricevuti e seggi assegnati. Il tema è particolarmente delicato perché riguarda l’equilibrio tra governabilità e rappresentanza democratica.
Un’altra questione riguarda la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Laurito contesta il meccanismo che non consentirebbe ai cittadini di esprimere una preferenza sui capilista, ritenendo che questo aspetto limiti la libertà di scelta al momento del voto.
Nel dibattito sulla riforma rientra inoltre l’indicazione del candidato alla guida del governo, sulla quale vengono sollevati dubbi relativi al ruolo del presidente della Repubblica nella formazione dell’esecutivo.
Sono questioni che, secondo i promotori delle iniziative legali, meritano un approfondimento sul piano costituzionale. Saranno tuttavia le autorità competenti a stabilire se le disposizioni contestate presentino effettivi profili di illegittimità.
«Neanche morta»: Marisa Laurito esclude l’ingresso in politica
L’impegno civile dell’attrice non è una novità. Nel corso degli anni, Laurito ha partecipato a campagne umanitarie e iniziative pubbliche, prendendo posizione su temi sociali e internazionali.
È presidente dell’associazione Fermatevi!, impegnata nella promozione della pace e in iniziative umanitarie, e ha manifestato pubblicamente la propria vicinanza alla popolazione palestinese, con particolare attenzione alla condizione dei bambini coinvolti nel conflitto.
Le sue prese di posizione hanno alimentato più volte le indiscrezioni su un possibile ingresso in politica. Un’ipotesi che, però, l’attrice respinge categoricamente.
«Neanche morta», è la sua risposta a chi immagina per lei un futuro nelle istituzioni.
Laurito ritiene infatti che la politica richieda preparazione, formazione e un percorso specifico. Non considera sufficiente la notorietà acquisita attraverso il proprio lavoro per assumere incarichi pubblici.
«La politica non è il mio mestiere. Ha bisogno di gavetta, di formazione universitaria», è il concetto con cui spiega la propria scelta. E aggiunge che, nonostante le proposte ricevute, non ha mai seriamente pensato di candidarsi.
Il suo desiderio è dunque quello di continuare a intervenire nel dibattito pubblico da cittadina e artista, senza trasformare il proprio impegno in una carriera politica.
L’impegno per Gaza e gli appelli alla pace
Tra i temi sui quali Laurito si è esposta maggiormente negli ultimi tempi c’è la crisi in Medio Oriente. Attraverso appelli pubblici e interventi video, l’attrice ha chiesto la fine delle ostilità in Palestina, il rilascio degli ostaggi e lo stop alle forniture di armi a Israele.
Le sue iniziative si sono concentrate anche sulla tutela dei minori coinvolti nel conflitto e sulle conseguenze umanitarie della guerra.
Una posizione che si inserisce in un impegno civile più ampio, nel quale la difesa dei diritti umani e la richiesta di pace occupano un posto centrale.
Laurito considera la possibilità di prendere posizione su questi temi una responsabilità personale, senza che ciò implichi necessariamente la volontà di ricoprire ruoli istituzionali.
Le parole su Mattarella: «È un genio, lo amo perdutamente»
Nel corso delle sue dichiarazioni, l’attrice ha riservato parole di grande stima al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Mattarella è un genio. Lo amo perdutamente», ha affermato, esprimendo apprezzamento per il ruolo svolto dal capo dello Stato.
Laurito ha anche manifestato l’auspicio che in futuro l’Italia possa continuare ad avere un presidente della Repubblica percepito come una figura di garanzia per l’intera comunità nazionale, al di sopra delle appartenenze di partito.
Il suo riferimento è a un presidente che rappresenti tutti gli italiani e non venga identificato con gli interessi di una singola forza politica.
La posizione dell’attrice si inserisce nel dibattito sulle istituzioni e sull’equilibrio dei poteri, uno dei punti centrali delle contestazioni rivolte alla nuova legge elettorale.
Ricorsi alla Consulta, la battaglia sulla legge elettorale continua
La vicenda resta aperta sul piano giuridico e politico. I ricorsi presentati puntano a sottoporre al vaglio della Corte costituzionale diversi aspetti della riforma, dal premio di maggioranza alle modalità di selezione dei rappresentanti, fino alle questioni relative all’indicazione del candidato premier.
L’obiettivo dei ricorrenti è ottenere una valutazione sulla compatibilità delle disposizioni contestate con i principi della Costituzione. L’esito, però, non può essere dato per scontato e dipenderà dalle decisioni degli organi competenti.
La presa di posizione di Marisa Laurito aggiunge una voce nota al fronte dei critici della riforma. L’attrice non rinuncia al proprio stile diretto, alternando ironia e argomentazioni politiche, ma chiarisce di non avere alcuna intenzione di trasformare il proprio impegno in una candidatura.
La sua battaglia, almeno per il momento, resta quella di una cittadina che vuole far sentire la propria opinione sulle regole della democrazia. Con una convinzione precisa: le leggi elettorali dovrebbero garantire rappresentanza, stabilità e rispetto degli equilibri costituzionali, senza diventare ogni volta il terreno di scontro della maggioranza di turno.








