Boccia-Ranucci, altro che “conoscersi appena”: arriva la sua versione

Maria Rosaria Boccia torna a parlare del rapporto con Sigfrido Ranucci e conferma una frequentazione personale e un progetto editoriale condiviso. La dichiarazione arriva dopo le indiscrezioni sul presunto ridimensionamento della loro conoscenza davanti al Comitato etico Rai.

Maria Rosaria Boccia torna al centro delle cronache per il rapporto con Sigfrido Ranucci. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera durante una vacanza in barca al largo della Calabria, l’imprenditrice ha ribadito di conoscere e frequentare il conduttore di Report, definendo il loro legame un rapporto di «amicizia e stima».

La presa di posizione arriva dopo alcune ricostruzioni giornalistiche relative alle dichiarazioni che Ranucci avrebbe reso davanti al Comitato etico. Secondo quanto riferito dal Messaggero, il giornalista avrebbe descritto la conoscenza con Boccia in termini meno stretti. La diretta interessata, tuttavia, ha scelto di non commentare ricostruzioni che non ha potuto verificare direttamente.

«Tra ciò che viene detto, ciò che viene riferito e ciò che diventa un titolo possono esserci distanze considerevoli», ha spiegato Boccia, aggiungendo di voler leggere un eventuale documento ufficiale prima di attribuire a Ranucci dichiarazioni precise.

«Ranucci è una persona che conosco e frequento»

La sua posizione sul rapporto personale, però, è netta. Boccia ha confermato di conoscere Ranucci e di frequentarlo, ribadendo pubblicamente quanto già sostenuto nei mesi scorsi.

«Sigfrido Ranucci è una persona che conosco, frequento e alla quale sono legata da un rapporto di amicizia e di stima», ha dichiarato al Corriere. Una posizione che aveva già espresso anche in precedenza, descrivendo il giornalista come una persona appartenente al suo ristretto «cerchio magico».

Il rapporto, secondo il racconto di Boccia, non sarebbe quindi limitato a incontri occasionali. I due si sarebbero visti in diverse circostanze, a Roma, a Pompei e anche negli uffici Rai.

Gli incontri a Roma, Pompei e in Rai

A proposito delle ricostruzioni relative alle sue presenze negli uffici di Ranucci, Boccia ha confermato di aver incontrato il giornalista più volte, anche all’interno della Rai.

Gli incontri, ha spiegato, avrebbero riguardato questioni personali, attualità e le rispettive vicende giudiziarie e mediatiche, oltre al progetto editoriale sul quale i due stavano lavorando.

Una ricostruzione che conferma almeno in parte quanto anticipato nei giorni precedenti da Il Giornale, che aveva riferito di due incontri negli uffici Rai di Ranucci, indicando nel 4 giugno l’ultimo appuntamento. La circostanza degli incontri è stata dunque confermata dalla stessa Boccia, mentre i dettagli sulle loro conversazioni restano legati alle dichiarazioni della diretta interessata.

Il progetto del libro

Tra gli elementi emersi con maggiore chiarezza c’è anche l’esistenza di un progetto editoriale condiviso.

Boccia ha confermato che il libro con Ranucci esiste e che il lavoro sarebbe già in una fase avanzata. Al momento, però, non ha voluto fornire indicazioni definitive sulla struttura, sui contenuti o sull’eventuale editore.

L’obiettivo, secondo quanto dichiarato dall’imprenditrice, sarebbe quello di raccontare fatti, meccanismi e retroscena legati ad alcuni anni della vita pubblica italiana. Boccia ha inoltre escluso che il progetto voglia essere un semplice libro celebrativo o uno strumento per regolare vicende personali.

Nel frattempo, il progetto ha assunto una forma concreta. Il 17 settembre l’ANSA ha riferito della pubblicazione di Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, un volume nel quale Boccia racconta dal proprio punto di vista quasi due anni del rapporto con Ranucci. Secondo l’agenzia, il libro è disponibile in tre formati su Amazon.

Un rapporto nato nel 2024

Secondo la ricostruzione pubblicata dall’ANSA, il rapporto tra Boccia e Ranucci sarebbe iniziato nel settembre 2024, quando il nome dell’imprenditrice era al centro della vicenda che coinvolgeva l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Il primo contatto sarebbe avvenuto attraverso un messaggio del giornalista. Da quel momento, secondo il racconto di Boccia, la relazione professionale legata alle vicende di cronaca avrebbe progressivamente lasciato spazio a un rapporto personale, fatto di incontri, telefonate e confronti.

Le nuove attenzioni sul caso Ranucci

Il rapporto tra Boccia e Ranucci torna alla ribalta in una fase particolarmente delicata per il giornalista di Report, già al centro delle cronache per l’inchiesta sull’attentato del 2025 e per i rapporti emersi nell’ambito delle indagini riguardanti Valter Lavitola.

Su questo fronte, tuttavia, è necessario distinguere le ricostruzioni giornalistiche dagli elementi accertati nelle sedi giudiziarie. Le nuove dichiarazioni di Boccia aggiungono soprattutto un tassello alla ricostruzione della sua relazione personale con Ranucci e confermano l’esistenza di incontri e di un progetto editoriale condiviso.

Il quadro che emerge dalle sue parole è dunque quello di una frequentazione che Boccia definisce apertamente come amicizia e stima reciproca. Una versione che resta al centro del confronto pubblico insieme alle diverse ricostruzioni giornalistiche sul rapporto tra i due.

Per ora, il dato confermato direttamente dalla stessa Boccia è chiaro: lei e Ranucci si conoscono, si sono incontrati più volte e hanno lavorato a un progetto editoriale. Il resto della vicenda rimane legato alle ricostruzioni delle diverse fonti e agli eventuali documenti ufficiali che potranno chiarire ulteriormente i contorni del rapporto.

Fonte: Dagospia, estratto dell’articolo di Mariolina Iossa per il Corriere della Sera