Trovato in laguna il corpo di Gabriella Querino

Il corpo della 26enne individuato nella zona di Campalto. Era dispersa da sabato dopo lo scontro nel canale di Tessera costato la vita anche al marito Sean Michieli. Il sindaco Venturini: «Si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica»

Si spegne definitivamente nelle acque della laguna l’ultima speranza di ritrovare viva Gabriella Querino. Il corpo della 26enne è stato individuato nella mattinata di oggi, martedì 15 settembre, nella zona dell’isola di Campalto. La giovane risultava dispersa da sabato, quando si era verificato il drammatico incidente nel canale di Tessera nel quale aveva perso la vita anche il marito, Sean Michieli.

Il ritrovamento mette fine a giorni di ricerche incessanti, condotte senza sosta dalle squadre di soccorso nella speranza di poter trovare la giovane. Un’attesa che aveva coinvolto l’intera città e che ora lascia spazio al dolore e al cordoglio.

A esprimere la vicinanza di Venezia alle famiglie è stato il sindaco Simone Venturini.

«Con il ritrovamento del corpo di Gabriella Querino – ha dichiarato il primo cittadino – si spegne purtroppo anche l’ultima speranza e si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto con il fiato sospeso tutta la nostra città».

Venturini ha poi rivolto il proprio pensiero ai familiari e alle persone vicine ai due giovani: «Ogni parola è insufficiente di fronte a un dolore così grande. Il pensiero va alle famiglie dei due giovani, a tutte le persone che li hanno conosciuti e hanno voluto loro bene».

Il sindaco ha infine ringraziato tutte le persone impegnate nelle operazioni: «Un ringraziamento sentito va anche a quanti, senza sosta, hanno preso parte alle ricerche in queste giornate così difficili».

Lo schianto all’alba nel canale di Tessera

Resta ora da ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Lo scontro è avvenuto intorno alle 5.40, in condizioni di forte oscurità, nel canale di Tessera.

Il barchino sul quale viaggiavano Sean Michieli e Gabriella Querino è affondato dopo l’impatto. Il taxi acqueo diretto verso l’aeroporto Marco Polo ha invece riportato danni contenuti.

Alla guida del taxi c’era un veneziano di 38 anni, rimasto illeso. L’uomo è indagato per omicidio nautico. Secondo quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Jacopo Molina, che lo assiste insieme ai colleghi Stefania Pattarello e Augusto Palese, il conducente si sarebbe immediatamente attivato per prestare soccorso e allertare le autorità.

«Si è subito prodigato a chiamare i soccorsi», ha spiegato il legale, sottolineando che il suo assistito avrebbe chiamato immediatamente il 118 dopo l’impatto e avrebbe affidato i passeggeri presenti sul taxi a un altro natante di passaggio, prima di attendere l’arrivo dei carabinieri.

La difesa: «Verificare la visibilità del barchino»

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda la visibilità del piccolo natante nel momento dello scontro e la presenza delle eventuali luci di segnalazione.

La difesa del tassista sostiene infatti che sia necessario accertare attentamente le condizioni di navigazione e di visibilità presenti quella mattina. «Può essere che non abbia proprio visto arrivare il barchino», ha osservato l’avvocato Molina.

Sarà quindi compito degli investigatori verificare ogni elemento utile a ricostruire la dinamica: la posizione delle due imbarcazioni, le condizioni di illuminazione, le eventuali luci di segnalazione e i tempi di reazione del conducente del taxi.

L’indagine dovrà inoltre confrontare la versione fornita dal tassista con le testimonianze e con gli accertamenti tecnici effettuati sul luogo dell’incidente.

Il dolore di Venezia

Con il ritrovamento di Gabriella si chiude così il capitolo delle ricerche, ma non quello dell’inchiesta. Per gli investigatori comincia ora una fase altrettanto delicata, quella volta ad accertare cosa sia realmente accaduto in quei pochi, drammatici istanti che hanno trasformato una traversata all’alba in una tragedia.

Sean e Gabriella, entrambi giovanissimi, non torneranno più a casa. Alla laguna resta ora il compito di restituire le risposte che ancora mancano, mentre le loro famiglie affrontano il dolore di una perdita che, in pochi giorni, ha assunto i contorni di una tragedia senza ritorno.