Nonna assissinata con un martello: “La adorava ma…

Un dramma familiare sconvolge una comunità e lascia una serie di domande.

Dietro l’accaduto emerge una storia segnata da uno sgomento profondo e fragilità crescente.

Chi conosceva il protagonista racconta un legame considerato fortissimo e speciale.

Proprio per questo, quanto accaduto appare ancora più difficile da comprendere.

Soltanto alla fine emergeranno il passato del giovane e cosa precede l’epilogo della vicenda.

Nei giorni precedenti, alcune persone vicine avrebbero notato un cambiamento evidente. Dai racconti emerge una forte sofferenza personale accompagnata da una situazione delicata già conosciuta in famiglia.

Il giovane avrebbe confidato di attraversare un periodo difficile e di essersi rivolto a professionisti. Le testimonianze parlano di notti complicate e di un percorso di assistenza già intrapreso.

Sul suo passato pesano inoltre alcuni lutti familiari che, secondo i parenti, lo avevano profondamente segnato. Questi elementi aiutano a descrivere il contesto, ma non possono essere considerati una spiegazione automatica né una causa della violenza.

Il protagonista è Alessandro Carminucci, 26 anni, laureato nel gennaio 2026 in Ingegneria aerospaziale a Roma e intenzionato a proseguire la specializzazione in Spagna. Secondo i familiari era molto legato alla nonna Gilda Di Giuseppe, soprattutto dopo la morte della madre nel 2019. Nei giorni precedenti avrebbe riferito di seguire uno psicologo e uno psichiatra e di assumere gocce per dormire a causa di una grave insonnia.

Il 5 agosto 2026, ad Altino, Gilda Di Giuseppe, 89 anni, viene uccisa nella propria abitazione. Secondo la ricostruzione riportata, il nipote l’avrebbe colpita con un martello; Carminucci viene poi trovato fuori dall’abitazione e portato via dai carabinieri. Il movente resta da chiarire e sarà il procedimento giudiziario a stabilire le responsabilità: eventuali problemi psicologici riferiti dai familiari non costituiscono di per sé una spiegazione del gesto contestato.