Il terremoto più forte in 40 anni: nuove scosse ai Campi Flegrei

Il terremoto più intenso registrato negli ultimi quarant’anni nell’area dei Campi Flegrei ha riacceso la preoccupazione tra residenti e autorità.

La lunga sequenza sismica ha interessato un’ampia parte della provincia di Napoli, spingendo immediatamente all’attivazione delle procedure di emergenza.

Le verifiche sono partite fin dai primi minuti, mentre cittadini e soccorritori hanno affrontato ore di grande apprensione.

Nel frattempo è stata monitorata costantemente l’evoluzione dello sciame sismico.

Attimi di grande panico e gente in strada.

Le ore successive al terremoto sono state caratterizzate da continui controlli sul territorio e da un’intensa attività delle squadre di emergenza. Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la calma, seguendo esclusivamente gli aggiornamenti ufficiali diffusi dagli enti competenti.

L’Osservatorio Vesuviano ha confermato che la sequenza rientra nell’attuale fase di attività della caldera flegrea, ricordando che negli ultimi anni il fenomeno del bradisismo ha determinato un incremento della sismicità nell’area. Gli esperti non escludono che possano verificarsi ulteriori scosse anche nei prossimi giorni.

Nel frattempo sono proseguite le verifiche sugli edifici, sulle infrastrutture e sulla rete dei trasporti, con particolare attenzione ai collegamenti ferroviari e marittimi, temporaneamente sospesi per consentire tutti gli accertamenti necessari.

Il bilancio aggiornato parla di ventuno persone coinvolte, due delle quali ricoverate in condizioni particolarmente serie, mentre le altre hanno riportato conseguenze più lievi. A Pozzuoli sono stati registrati danni a diversi edifici: due immobili non abitati sono collassati, mentre il cedimento della facciata di una palazzina e vari distacchi di cornicioni e intonaci non hanno coinvolto cittadini. Problemi anche alla rete elettrica, con interruzioni dell’energia causate dal cedimento parziale di un traliccio ad Agnano.

La scossa, di magnitudo 4.7 con epicentro nella Solfatara di Pozzuoli a circa tre chilometri di profondità, è stata seguita da un secondo evento di magnitudo 3.8 nel golfo di Pozzuoli ed è risultata la più intensa registrata da quando l’Osservatorio Vesuviano effettua il monitoraggio strumentale continuo. In serata è stata inoltre disposta la chiusura del porto di Pozzuoli dopo la comparsa di profonde spaccature sulle corsie di accesso alle banchine, con la sospensione di oltre quaranta collegamenti quotidiani da e per Ischia e Procida.