Carburanti alle stelle, oggi il governo corre ai ripari: Cdm convocato per nuove misure
Il governo accelera sul fronte del caro carburanti. Di fronte al nuovo aumento dei prezzi di benzina e diesel, il Consiglio dei ministri è stato convocato per oggi alle 17.30 con un punto all’ordine del giorno dedicato alle possibili misure per contenere i rincari che stanno pesando su famiglie e imprese.
Secondo quanto riferiscono fonti dell’esecutivo, l’obiettivo è individuare strumenti in grado di limitare l’impatto dell’aumento dei prezzi alla pompa, alimentato nelle ultime settimane dalle tensioni internazionali e dalla crisi nello Stretto di Hormuz. Una situazione che ha spinto il costo dei carburanti ai livelli più elevati degli ultimi mesi, anche se il recente allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha iniziato a produrre un raffreddamento delle quotazioni del petrolio.
Benzina ai massimi da ottobre 2023
I dati aggiornati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) fotografano una situazione di forte crescita dei prezzi. Secondo le rilevazioni del 27 luglio, la benzina in modalità self service ha raggiunto una media nazionale di 1,982 euro al litro, in aumento rispetto agli 1,968 euro registrati il 24 luglio. Per trovare un valore superiore bisogna tornare ai primi giorni di ottobre 2023.
Continua a salire anche il diesel self, che ha toccato quota 2,185 euro al litro contro i 2,161 euro rilevati tre giorni prima. Si tratta del livello più elevato dalla metà di marzo 2022, nel pieno della crisi energetica seguita allo scoppio della guerra in Ucraina.
I prezzi alla pompa
L’elaborazione di Quotidiano Energia sui dati dell’Osservaprezzi del Mimit evidenzia differenze contenute tra i principali marchi e gli impianti indipendenti.
Per la benzina self i prezzi praticati dalle compagnie oscillano tra 1,982 e 1,994 euro al litro, mentre i distributori no logo si attestano in media a 1,980 euro.
Per il diesel self, invece, i prezzi variano tra 2,162 e 2,216 euro al litro, mentre gli impianti indipendenti registrano una media di 2,193 euro.
Ancora più elevati i listini del servizio assistito: la benzina oscilla tra 2,068 e 2,182 euro al litro, mentre il diesel raggiunge valori compresi tra 2,274 e 2,378 euro al litro.
Per gli altri carburanti, il Gpl viene venduto tra 0,759 e 0,786 euro al litro, mentre il metano per autotrazione oscilla tra 1,573 e 1,693 euro al chilogrammo.
Il petrolio rallenta, ma i distributori non ne beneficiano ancora
Sul mercato internazionale arrivano intanto i primi segnali di distensione. Dopo la sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno registrato un calo, in particolare quelle del diesel.
Anche il greggio ha invertito la rotta: il Brent è tornato sotto i 91 dollari al barile, mentre il WTI è sceso sotto quota 84 dollari. Tuttavia, la diminuzione delle quotazioni non si è ancora tradotta in una riduzione dei prezzi praticati ai distributori italiani.
Attesa per le decisioni del Consiglio dei ministri
L’attenzione è ora concentrata sulla riunione del Consiglio dei ministri, dalla quale potrebbero arrivare provvedimenti per attenuare gli effetti del caro carburanti.
Al momento il governo non ha anticipato il contenuto delle misure allo studio, ma l’obiettivo dichiarato è contenere l’impatto degli aumenti sui bilanci delle famiglie e sui costi sostenuti dalle imprese. Il rincaro dei carburanti, infatti, rischia di riflettersi non solo sulle spese per la mobilità, ma anche sui costi del trasporto merci, della logistica e, di conseguenza, sui prezzi di numerosi beni di consumo.