“Cosa ti facciamo!”. Morte Fakir, gravissimo: sta succedendo al sindaco di Bologna

Le minacce ricevute sui social dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, sono ora al vaglio della magistratura. Il primo cittadino ha infatti presentato una denuncia-querela negli uffici della Questura dopo una serie di messaggi intimidatori comparsi online nei giorni successivi agli scontri avvenuti nel centro storico durante la manifestazione organizzata in memoria di Abderrahim Fakir.
La decisione arriva al termine di un’escalation di insulti e intimidazioni che, secondo quanto emerso, avrebbe superato il confine della semplice critica politica, sfociando in messaggi dai contenuti ritenuti particolarmente gravi.

La denuncia dopo giorni di intimidazioni
Secondo le ricostruzioni, nei giorni successivi alle tensioni in città il sindaco sarebbe stato bersaglio di una massiccia campagna di odio sui social network.
Oltre ai numerosi commenti offensivi pubblicati sulle piattaforme, Lepore avrebbe ricevuto anche messaggi privati contenenti minacce personali. Tra questi figurerebbero anche minacce di morte e comunicazioni corredate da riferimenti specifici, compreso un indirizzo, elementi che hanno contribuito ad accrescere la preoccupazione e a spingere il primo cittadino a rivolgersi alle autorità competenti.
Di fronte all’aggravarsi della situazione, il sindaco ha deciso di formalizzare quanto accaduto, presentando una denuncia-querela affinché vengano avviati gli accertamenti necessari per identificare gli autori dei messaggi.
L’analisi dei contenuti da parte del Comune
Prima della denuncia, l’ufficio legale di Palazzo d’Accursio aveva avviato una raccolta e una valutazione del materiale pubblicato online.
L’obiettivo era esaminare il contenuto dei messaggi ricevuti dal sindaco e verificare se gli episodi potessero assumere rilievo sotto il profilo giuridico.
Conclusa questa fase preliminare, Lepore ha scelto di rivolgersi formalmente alla Questura, mettendo a disposizione degli investigatori tutta la documentazione raccolta.

Il ritorno in Questura
La visita del sindaco negli uffici della Questura assume anche un valore simbolico. Solo pochi giorni prima, infatti, Matteo Lepore si era recato nello stesso luogo per accompagnare i familiari di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro, vicenda che ha dato origine alle manifestazioni culminate negli scontri in centro città.
Questa volta il primo cittadino è tornato per denunciare personalmente le intimidazioni ricevute e chiedere tutela dopo una serie di messaggi che, secondo quanto riferito, avrebbero oltrepassato i limiti della legittima contestazione politica.
Gli accertamenti
Con il deposito della denuncia-querela si apre ora la fase investigativa. Gli organi competenti analizzeranno il materiale consegnato dal sindaco e svolgeranno gli approfondimenti necessari per verificare la natura delle minacce e risalire, ove possibile, agli autori dei messaggi.
L’attività degli investigatori sarà finalizzata a ricostruire l’origine delle comunicazioni intimidatorie e ad accertare eventuali responsabilità, distinguendo i messaggi riconducibili alla libera espressione del dissenso da quelli che potrebbero integrare ipotesi di reato.