“Le testate, poi…”. Morte Fakir, si scopre ora: cos’è successo in quei minuti

Si arricchisce di nuovi elementi l’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna dopo un intervento della Polizia. Oltre ai filmati già noti degli ultimi istanti di vita dell’uomo, la Procura ha acquisito nuove immagini che documentano quanto accaduto prima e durante l’operazione delle forze dell’ordine.
Le registrazioni, realizzate da alcuni residenti e dalla bodycam indossata da uno degli agenti intervenuti, coprono circa cinquanta minuti e rappresentano uno degli elementi principali su cui si stanno concentrando gli investigatori per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.
I primi momenti prima dell’arrivo della Polizia
L’episodio risale alla mattina di domenica 19 luglio, in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione della Procura, nei primi video registrati prima dell’arrivo delle pattuglie, Fakir appare in evidente stato di agitazione. L’uomo, senza scarpe, viene ripreso mentre chiede aiuto, si porta più volte le mani alla testa e si aggira tra i garage della zona.
Le immagini acquisite dagli investigatori mostrerebbero inoltre il 42enne mentre colpisce ripetutamente le saracinesche dei box e, in un momento successivo, sbatte la testa contro alcune strutture. Dalle stesse registrazioni, secondo gli inquirenti, non emergerebbero comportamenti minacciosi nei confronti delle persone presenti prima dell’intervento della Polizia.
L’intervento degli agenti e la bodycam
Alle 12.15 arriva sul posto una volante con due agenti, di 23 e 28 anni. Uno dei poliziotti attiva la bodycam, che documenta le fasi successive dell’intervento.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli agenti avrebbero inizialmente cercato di attendere che l’uomo si calmasse, decidendo poi di intervenire quando avrebbe aggredito un automobilista diretto ai garage e, successivamente, gli stessi operatori di polizia.
Tra le sequenze acquisite dalla Procura figurerebbe anche il momento in cui viene utilizzato lo spray al peperoncino. Stando agli elementi raccolti finora dagli investigatori, il dispositivo sarebbe stato impiegato quando Fakir era già immobilizzato a terra, dopo che avrebbe morso uno degli agenti durante le fasi di contenimento. Le immagini di questo passaggio, al momento, non sono state rese pubbliche.
L’arrivo dei soccorsi e gli ultimi istanti
Nel frattempo era già stato richiesto l’intervento del personale sanitario.
L’ambulanza arriva sul posto intorno alle 12.30 ma, come previsto dai protocolli operativi, i soccorritori attendono il via libera delle forze dell’ordine prima di avvicinarsi al paziente.
Gli ultimi minuti di vita del 42enne sono documentati sia dai filmati già diffusi sia dalle registrazioni della bodycam. Le immagini mostrano Fakir immobilizzato in posizione prona mentre continua a dimenarsi e a chiedere aiuto. Con il passare dei minuti i movimenti e le richieste si affievoliscono progressivamente fino a cessare, mentre vengono avviate le manovre di rianimazione.
L’automedica raggiunge il luogo dell’intervento alle 12.48. Poco dopo viene constatato il decesso dell’uomo.
Le indagini proseguono
L’inchiesta della Procura di Bologna punta ora a chiarire con precisione le cause della morte e a verificare se durante l’intervento siano state rispettate tutte le procedure previste.
Oltre ai video già acquisiti, gli investigatori stanno analizzando anche le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di ricostruire gli spostamenti di Abderrahim Fakir prima dell’arrivo della Polizia e definire nel dettaglio ogni fase della vicenda.
Gli accertamenti medico-legali e l’esame di tutto il materiale video raccolto saranno determinanti per stabilire l’esatta dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.