“Arrestato”. In manette il politico italiano, accuse gravi: l’annuncio shock

Nuovi sviluppi nell’inchiesta “Corte dei Miracoli”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta e incentrata su presunti episodi di corruzione e irregolarità nella gestione di incarichi e affidamenti all’interno di enti pubblici siciliani. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, accogliendo in parte le richieste formulate dalla Procura.
Oltre alla misura cautelare personale, il gip ha disposto nei confronti dell’esponente politico anche la sospensione dai pubblici uffici per sei mesi.
Le accuse della Procura
Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da verificare nel corso del procedimento, Gallo Afflitto avrebbe utilizzato il proprio ruolo istituzionale per influenzare alcune decisioni relative al Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario, e all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.
L’indagine riguarda una presunta rete di favori, nomine, consulenze e affidamenti che, secondo gli investigatori, avrebbe condizionato la gestione degli enti pubblici coinvolti. Tra gli episodi contestati figura anche una procedura di gara relativa alla realizzazione della biblioteca virtuale del progetto “Blvls”, ritenuta dagli inquirenti meritevole di approfondimento.
Durante l’interrogatorio preventivo, il parlamentare regionale, assistito dagli avvocati Luigi Troja e Lillo Fiorello, ha respinto ogni addebito, chiedendo il rigetto della richiesta di misura cautelare.

Le decisioni del giudice
Diversa la decisione assunta nei confronti di Giuseppe Capodieci, ex direttore generale dell’Asp di Agrigento. La Procura aveva chiesto anche per lui gli arresti domiciliari, ma il gip ha ritenuto sufficiente applicare una misura interdittiva, disponendo la sospensione dai pubblici uffici per sei mesi.
Lo stesso giudice ha inoltre riqualificato l’originaria contestazione di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio nella diversa ipotesi di corruzione per l’esercizio della funzione.
Capodieci si era dimesso dall’incarico subito dopo aver appreso di essere coinvolto nell’indagine.

Le altre misure interdittive
L’ordinanza cautelare riguarda anche altri indagati.
Per Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, è stata disposta la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per dodici mesi.
Analoga misura, della durata di un anno, è stata applicata anche a Gioacchino Pontillo, Maria Luisa Zoda, funzionaria del Cefpas all’epoca dei fatti, e Vincenzo Raitano, funzionario regionale in quiescenza.
Per Salvatore Enrico Giambelluca, medico in pensione, il gip ha disposto la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per sei mesi.
Infine, nei confronti di Pietro Tirone, legale rappresentante della società Sice Srl, è stato disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per dodici mesi.
Le misure sono state eseguite dagli agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il supporto delle Questure di Agrigento e Siracusa.
Le motivazioni del gip
Nell’ordinanza, il giudice evidenzia la presenza di gravi indizi di colpevolezza – valutazione che riguarda esclusivamente la fase cautelare e non costituisce un giudizio definitivo di responsabilità – nei confronti di alcuni degli indagati.
In particolare, per Gioacchino Pontillo il gip ritiene sussistenti elementi che farebbero ipotizzare un concorso morale e materiale nel presunto episodio di corruzione contestato a Riccardo Gallo Afflitto e Roberto Sanfilippo, limitatamente alla nomina dello stesso Pontillo come esperto giuridico-amministrativo del Cefpas.
L’inchiesta prosegue
L’indagine della Procura di Caltanissetta entra ora in una nuova fase. Le misure cautelari rappresentano il primo esito delle valutazioni del giudice sulle richieste formulate dagli inquirenti e non anticipano l’esito del processo, nel quale gli indagati potranno far valere le proprie difese.
Nei prossimi mesi gli investigatori proseguiranno gli approfondimenti per verificare le ipotesi accusatorie e ricostruire i rapporti tra gli enti coinvolti, gli incarichi contestati e le presunte condotte oggetto dell’inchiesta.