Ucraina, Zelensky cambia governo: Svyrydenko lascia dopo un anno

L’Ucraina si prepara a una nuova fase politica. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato un importante rimpasto di governo che prevede la sostituzione della premier Yulia Svyrydenko, in carica da circa un anno. La decisione, che dovrà essere approvata dal Parlamento, rientra in una più ampia revisione della strategia politica e diplomatica di Kiev e arriva in un momento particolarmente delicato, alla vigilia della riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, dedicata anche al rafforzamento della difesa aerea ucraina.
Grazie alla solida maggioranza presidenziale, il nuovo assetto dell’esecutivo dovrebbe ottenere senza particolari difficoltà il via libera della Verkhovna Rada, aprendo così una nuova fase per il governo ucraino.
I possibili successori alla guida del governo
L’annuncio di Zelensky ha immediatamente alimentato le indiscrezioni sul nome del futuro primo ministro. Tra i candidati più accreditati viene indicato Serhii Koretskyi, amministratore delegato della compagnia energetica statale Naftogaz, considerato da diversi osservatori il favorito per assumere la guida dell’esecutivo.
Tra le altre figure valutate dal presidente figurano anche Denys Shmyhal, già primo ministro e attuale ministro dell’Energia, Mykhailo Fedorov, ministro della Difesa, e il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, tutti ricevuti da Zelensky nelle ultime ore nell’ambito delle consultazioni per il nuovo governo.
Per Yulia Svyrydenko, invece, potrebbe aprirsi un nuovo percorso diplomatico. Secondo le indiscrezioni, l’attuale premier sarebbe destinata all’incarico di ambasciatrice dell’Ucraina negli Stati Uniti, dove potrebbe sostituire Olga Stefanishyna, il cui nome è stato recentemente accostato a un’indagine dell’autorità anticorruzione ucraina. Al momento, tuttavia, non è stata formalizzata alcuna nomina.
Prosegue l’offensiva ucraina in territorio russo
Mentre Kiev riorganizza il proprio esecutivo, il conflitto continua a intensificarsi sul piano militare. Le forze ucraine hanno aumentato gli attacchi con droni contro obiettivi in territorio russo.
Secondo le autorità di Mosca, un raid nella regione della capitale avrebbe provocato tre morti e cinque feriti. Il ministero della Difesa russo afferma inoltre di aver intercettato e abbattuto nella notte 342 droni ucraini lanciati contro diverse regioni del Paese.
Dal canto suo, il comandante delle operazioni ucraine con i droni, Robert Brovdi, sostiene che le forze di Kiev abbiano colpito dieci petroliere, quattro traghetti e una raffineria di petrolio nella città di Syzran. Le autorità russe hanno inoltre disposto la sospensione temporanea della navigazione nel Mar d’Azov dopo una serie di attacchi contro il traffico marittimo.
Raid russi su Zaporizhzhia e Odessa
Anche la Russia ha proseguito le operazioni offensive contro il territorio ucraino. Nella regione di Zaporizhzhia un attacco con droni ha ferito due donne, di 73 e 32 anni, entrambe ricoverate in ospedale.
Tra gli edifici danneggiati figura anche una struttura sanitaria, mentre numerose abitazioni hanno riportato danni a facciate, finestre, tetti e balconi. Uno degli attacchi ha inoltre provocato un incendio, successivamente domato dai soccorritori.
Nella regione di Odessa, invece, un drone ha colpito i piani superiori di un edificio residenziale, mentre un secondo velivolo senza pilota ha centrato il tetto dell’ipermercato di materiali edili Epicentr. Le autorità locali sono al lavoro per verificare l’eventuale presenza di vittime e quantificare i danni causati dai bombardamenti.
Kiev tra riorganizzazione politica e conflitto
Il rimpasto annunciato da Zelensky arriva in un momento particolarmente delicato per l’Ucraina, impegnata contemporaneamente nella gestione della guerra con la Russia e nel rafforzamento dei rapporti con gli alleati occidentali.
Le prossime settimane saranno decisive sia per definire il nuovo assetto del governo sia per valutare gli effetti delle nuove iniziative diplomatiche e militari, mentre il conflitto continua a mantenere alta la tensione su entrambi i fronti.