Feltri. il siluro a Trump: “E un b****e”, il durissimo attacco

Feltri difende Meloni e attacca Trump: «Sempre più un buffone». Il giornalista interviene sul caso che agita i rapporti tra Roma e Washington

ROMA – Nel acceso dibattito politico che negli ultimi giorni ruota attorno ai rapporti tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente americano Donald Trump, arriva anche l’intervento di Vittorio Feltri. Il giornalista, ospite della trasmissione televisiva 4 di Sera Weekend, ha commentato senza mezzi termini le tensioni che hanno alimentato il confronto pubblico, prendendo posizione a favore della premier italiana.

Parole dirette, come spesso accade negli interventi del fondatore di Libero, che non ha risparmiato critiche all’inquilino della Casa Bianca e ha difeso la scelta di Meloni di rispondere pubblicamente alle contestazioni provenienti dagli Stati Uniti.

«Meloni doveva replicare»

Secondo Feltri, la presidente del Consiglio non avrebbe avuto molte alternative davanti alle accuse e alle polemiche che l’hanno coinvolta.

Il giornalista ritiene che una replica fosse inevitabile, sia per ragioni di dignità personale sia per tutelare il ruolo istituzionale ricoperto dalla premier. A suo giudizio, lasciare senza risposta l’attacco avrebbe rappresentato un segnale di debolezza politica.

Pur senza entrare nel merito di ogni singolo passaggio dello scontro, Feltri ha sostenuto che la reazione di Meloni sia stata legittima e coerente con la necessità di difendere la posizione dell’Italia sulla scena internazionale.

L’affondo contro Trump

Molto più severo il giudizio espresso nei confronti del presidente americano.

Nel corso della trasmissione, Feltri ha definito Trump «sempre più un buffone», sostenendo che la vicenda sia stata ingigantita oltre la sua reale portata politica. Secondo il giornalista, lo scontro avrebbe assunto dimensioni sproporzionate rispetto alla sostanza dei fatti, alimentando un dibattito che rischia di oscurare questioni ben più rilevanti.

Parole che si inseriscono in un contesto già caratterizzato da forti divisioni tra sostenitori e critici del leader statunitense, figura che continua a suscitare reazioni contrastanti anche nel panorama politico italiano.

Il presunto diverbio al G7

Nella sua analisi, Feltri ha richiamato anche le ricostruzioni che attribuiscono l’origine della tensione a un confronto avvenuto durante l’ultimo vertice del G7.

Pur difendendo la sostanza della risposta della premier, il giornalista ha osservato che, sotto il profilo formale e istituzionale, forse l’intera vicenda avrebbe potuto essere gestita diversamente.

Una considerazione che non modifica però il giudizio complessivo sull’episodio, ritenuto da Feltri una questione di importanza relativa, trasformata in un caso politico di dimensioni ben superiori al necessario.

«I rapporti si ricuciono quando serve»

Guardando al futuro delle relazioni tra Roma e Washington, il giornalista invita a evitare letture catastrofiche.

Secondo Feltri, non sarebbe necessario alcun intervento straordinario da parte di Palazzo Chigi per ricostruire il dialogo con gli Stati Uniti. Le relazioni internazionali, sostiene, seguono spesso logiche pragmatiche e tendono a ricomporsi quando emergono interessi comuni o necessità politiche condivise.

«I rapporti si sistemano da soli quando servono», è in sintesi il ragionamento espresso dal giornalista, convinto che le dinamiche diplomatiche siano generalmente più solide delle polemiche del momento.

L’incognita Trump

Nonostante l’invito alla prudenza, Feltri ha riconosciuto che fare previsioni resta complicato.

L’elemento di maggiore incertezza, secondo il giornalista, sarebbe rappresentato proprio dall’imprevedibilità del presidente americano, considerato capace di cambiare posizione rapidamente e di sorprendere interlocutori e osservatori.

Allo stesso tempo, Feltri ritiene che anche Meloni abbia dimostrato negli anni di possedere un carattere politico poco incline a lasciar correre eventuali sgarbi istituzionali. Un fattore che potrebbe alimentare nuove tensioni qualora dovessero verificarsi ulteriori occasioni di attrito.

Un confronto che continua a dividere

L’intervento di Feltri aggiunge un nuovo capitolo a una discussione che continua a occupare il centro del dibattito politico e mediatico.

Da una parte c’è chi interpreta la fermezza mostrata dalla presidente del Consiglio come una dimostrazione di autonomia e tutela dell’interesse nazionale. Dall’altra, chi ritiene che il rapporto con Washington richieda maggiore prudenza e un dialogo costante per evitare contrapposizioni pubbliche.

Nel frattempo, le parole del giornalista contribuiscono ad alimentare un confronto destinato a proseguire, mentre osservatori e analisti attendono di capire quali saranno le prossime mosse sia del governo italiano sia dell’amministrazione americana.