Incendio sulla nave italiana con 673 passeggeri

Tutto si è trasformato in qualcosa da dimenticare.

Il panico si è diffuso rapidamente tra centinaia di persone.

Ore interminabili hanno alimentato dubbi e incertezze…

…in attimi concitati, pieni di paura.

Criticità hanno segnato la traversata del traghetto Gnv Azzurra, protagonista di una grave emergenza in mare che ha coinvolto 673 passeggeri. La nave era partita da Porto Torres alle 18:15 con destinazione Genova quando, durante la navigazione al largo di Propriano, nel sud-ovest della Corsica, un incendio scoppiato nella sala macchine ha costretto l’equipaggio ad attivare immediatamente le procedure di  salvataggio. Il rogo ha provocato l’avaria di due motori, rendendo impossibile proseguire il viaggio verso la Liguria e imponendo il rientro in Sardegna. Le testimonianze dei passeggeri descrivono una notte di autentico terrore. Molti si trovavano nei ristoranti e nelle aree comuni della nave quando hanno avvertito un forte rumore proveniente dai motori, seguito dalla presenza di fumo a bordo. In pochi minuti la preoccupazione si è trasformata in panico. Centinaia di persone hanno raggiunto i ponti esterni indossando i giubbotti di salvataggio, mentre l’equipaggio lavorava per contenere  i danni e fornire informazioni sulla situazione.

Tra le voci raccolte c’è quella di una donna di Esporlatu, in viaggio con la famiglia, che ha raccontato di aver temuto il peggio quando le scialuppe di salvataggio sono state predisposte come misura precauzionale. La passeggera ha spiegato che molti viaggiatori hanno trascorso l’intera notte all’aperto. Alcuni hanno persino ricordato altre spiacevoli traversie marittime del passato, aumentando il senso di  amarezza che ha accompagnato le lunghe ore di attesa.L’intervento dei soccorsi è stato immediato. Le autorità marittime francesi hanno inviato a bordo i vigili del fuoco della Corsica per collaborare con l’equipaggio nello spegnimento delle fiamme e nella gestione dell’emergenza. Dopo una valutazione tecnica dei danni provocati dall’incendio, è stato deciso di interrompere definitivamente la navigazione verso Genova. Il rientro verso Porto Torres è iniziato nelle prime ore del mattino ed è stato effettuato con l’assistenza del rimorchiatore “Alessandro Onorato” e dei mezzi della Capitaneria di Porto.

Il traghetto è arrivato nel porto sardo intorno alle 16, accolto da un imponente dispositivo di assistenza sanitaria e logistica predisposto dall’Azienda regionale per l’emergenza urgenza e dalla Prefettura di Sassari. I passeggeri sono stati sottoposti a controlli medici per verificare eventuali conseguenze dell’incidente. Fortunatamente nessuna delle persone a bordo ha riportato ferite o problemi fisici legati all’incendio, anche se molti hanno mostrato evidenti segni di stress e affaticamento dopo una notte vissuta nell’incertezza. La compagnia di navigazione Gnv ha dichiarato che la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio è stata garantita durante tutte le fasi  e che l’evento è stato gestito senza conseguenze per le persone presenti a bordo. La società ha inoltre assicurato ai viaggiatori la possibilità di raggiungere Genova attraverso un altro traghetto, messo a disposizione per consentire il completamento del viaggio interrotto dall’incidente.

Parallelamente alle operazioni di assistenza, sono state avviate le indagini per accertare le cause del rogo. Gnv ha annunciato che verranno effettuati approfondimenti tecnici insieme alla società incaricata della gestione dell’unità navale e in coordinamento con le autorità competenti. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine dell’incendio, la dinamica dell’avaria e le eventuali ripercussioni operative sull’imbarcazione.

La vicenda del Gnv Azzurra riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trasporti marittimi e sull’importanza delle procedure di emergenza in mare. Sebbene l’episodio si sia concluso senza vittime né feriti, le immagini dei passeggeri con i giubbotti di salvataggio e le testimonianze di una notte trascorsa tra paura e speranza resteranno impresse nella memoria di chi era a bordo. Per centinaia di persone quella che doveva essere una semplice traversata si è trasformata in un’esperienza  da dimenticare, conclusa soltanto con il sollievo dello sbarco e del ritorno a terra.