Sorelline scomparse, il padre è arrivato sul posto
In Abruzzo si respira, da giorni, un clima di forte preoccupazione per la scomparsa di due giovani sorelle, Alysia e Sarah, che si sembravano essersi volatilizzate . Con il trascorrere del tempo cresce l’ansia in tutta la comunità locale, tra piccoli centri abitati e zone difficili da raggiungere, dove ogni particolare potrebbe risultare determinante.
Le attività di ricerca proseguono senza interruzioni in un’area ampia e complessa dal punto di vista geografico. Le squadre impegnate stanno passando al setaccio boschi, strade secondarie e luoghi isolati, nel tentativo di ricostruire con precisione gli ultimi spostamenti delle due ragazze.
Nel frattempo emergono varie segnalazioni e ipotesi che vengono costantemente verificate dagli investigatori. L’attenzione resta molto alta, anche se al momento non sono emersi elementi concreti in grado di indirizzare in modo chiaro le operazioni in corso.

Per le attività di ricerca vengono utilizzati strumenti differenti, tra cui unità cinofile e dispositivi aerei, così da coprire il territorio nel modo più accurato possibile. Ogni possibile traccia viene analizzata con estrema attenzione per non lasciare nulla al caso.
Famiglie e soccorritori condividono un forte senso di urgenza, mentre si cerca di dare una spiegazione a quanto accaduto e di individuare una direzione utile alle indagini. Il passare delle ore rende la situazione sempre più delicata e complessa ma qualcosa di davvero forte è appena accaduto, in quanto Stefano, padre di Alysia e Sarah, è appena giunto in un posto.

Gli inquirenti stanno lavorando senza sosta sul caso delle due sorelle di 16 e 12 anni, allontanatesi dalla struttura in cui erano ospitate tra la notte del 6 e il 7 giugno. L’episodio, come ormai noto, si è verificato a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, e da quel momento non sono più state registrate informazioni certe sulla loro posizione.
Le operazioni di ricerca si stanno sviluppando soprattutto nell’area dell’Alto Sangro, dove vigili del fuoco, carabinieri e reparti specializzati operano senza sosta. L’utilizzo di droni, unità cinofile e pattugliamenti a terra consente controlli estesi su un territorio particolarmente difficile.
Tra le zone finite sotto osservazione figura anche il lago di Barrea, dove sono intervenuti i sommozzatori per verifiche subacquee approfondite. Le ispezioni si sono concentrate in particolare nelle aree vicine ai ponti che attraversano lo specchio d’acqua, ma senza alcun riscontro utile, nel territorio di Barrea, Villetta Barrea e nei dintorni.

Sul posto è giunto anche il padre delle due minori, seguito dal proprio legale, che sta monitorando da vicino l’evolversi della situazione. L’uomo ha rilanciato appelli pubblici e ha contestato alcune ricostruzioni circolate, riferendo inoltre di contatti recenti avuti con le figlie prima della scomparsa. In queste ore, l’uomo ha anche voluto smentire alcune ricostruzioni circolate nei giorni scorsi. “Ritrovatele al più presto, sono sparite da otto giorni”, ha dichiarato. E poi: “Ci tengo a dire che non è vero che Alisya e Sarah non mi volevano né vedere né sentire. Il mercoledì precedente alla scomparsa mi hanno contattato tramite WhatsApp e mi hanno raccontato tutto quello che avevano fatto durante la giornata”.
Le indagini, coordinate dalla Procura competente, mantengono aperte tutte le piste e valutano anche possibili avvistamenti di veicoli nei pressi della struttura e l’eventuale coinvolgimento di terzi. La vicenda familiare e i precedenti affidamenti restano elementi centrali dell’inchiesta, mentre l’obiettivo principale rimane il ritrovamento delle due sorelle nel più breve tempo possibile.