Alessandro Venturelli, nuove segnalazioni da Torino: “In 60 mi hanno chiamato, forse è vivo”

Dopo cinque anni di silenzio e speranze mai sopite, il caso di Alessandro Venturelli, il giovane scomparso da Sassuolo nel dicembre 2020, torna improvvisamente al centro dell’attenzione. La madre, Roberta Carassai, ha ricevuto nelle ultime settimane oltre sessanta segnalazioni che indicano la possibile presenza del figlio a Torino, riaccendendo le speranze di una riunione tanto attesa.

Le nuove testimonianze dal capoluogo piemontese

Le segnalazioni, arrivate tra sabato e lunedì, descrivono un ragazzo molto somigliante ad Alessandro, avvistato tra via Milano e via XX Settembre, nei pressi del Duomo di Torino, vicino alla fermata del tram “Corte d’Appello”. Alcuni passanti avrebbero riferito di aver visto il giovane chiedere cibo e dormire in strada, alimentando così la speranza di un ritrovamento.

Roberta Carassai ha commentato a Fanpage.it: «Almeno 60 persone mi hanno chiamato da sabato a oggi, ma nessuno mi ha inviato foto. Mi stanno chiamando in tanti, ma non ho nulla di concreto in mano.»

La prudenza di una madre che non si arrende

Nonostante il numero elevato di segnalazioni, la madre di Alessandro si mostra cauta. «Mi sembra di rivivere quello che è successo altre volte. Sono andata a Bucarest, a Padova… Tutti dicevano di averlo visto, ma non era mai lui. Aspetto qualcosa di più concreto prima di partire.»

Roberta Carassai ha spiegato di aver parlato con decine di persone e di essere in contatto con alcuni volontari dell’associazione Nostos, fondata proprio in memoria di Alessandro, che stanno verificando di persona le segnalazioni ricevute.

Un dolore che dura da cinque anni

Da quando Alessandro è scomparso, Roberta non ha mai smesso di cercarlo. Nonostante la Procura abbia archiviato il fascicolo tre volte, la madre continua a raccogliere segnalazioni e a mobilitarsi per tutti i “figli scomparsi nel nulla”. Lo scorso ottobre, l’associazione Nostos ha organizzato a Roma la manifestazione “Scomparsi, non sepolti”, per mantenere alta l’attenzione su questi casi di sparizione.

«Il giorno in cui ritroverò Alessandro — ha dichiarato Roberta — la nostra associazione sarà ancora più forte. Continueremo a lavorare per chi, come noi, non ha mai smesso di sperare.»

Un appello alla speranza e alla prudenza

Il caso di Alessandro Venturelli rappresenta ancora una volta la complessità e il dolore di chi vive nell’attesa di un ritorno, alimentata da false speranze e segnali spesso ambigui. La madre, Roberta, invita alla prudenza, ma anche alla speranza, ricordando che ogni segnale potrebbe essere quello giusto.

Mentre le verifiche continuano, la comunità e le associazioni di volontariato restano in attesa di una svolta che possa restituire a Alessandro la sua famiglia e a tutti i scomparsi la possibilità di tornare a casa.