«Gesto di assoluta follia». Esplosione a Castel d’Azzano, morti i 3 carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello: la ricostruzione spaventosa

Castel d’Azzano, Verona – Una tragedia che ha sconvolto l’intera Italia si è consumata nella notte a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Durante lo sgombero di un casolare al centro di una lunga disputa legale, un’esplosione devastante ha causato la morte di tre carabinieri e il ferimento di tredici operatori delle forze dell’ordine, tra militari, poliziotti e vigili del fuoco.

Le vittime sono il Luogotenente Marco Piffari, il Brigadiere Valerio Daprà e il carabiniere Davide Bernardello, tutti in servizio tra Padova e Mestre. Purtroppo, per loro non c’è stato nulla da fare: uno è stato estratto senza vita mezz’ora dopo lo scoppio, mentre gli altri due sono deceduti sul posto. La loro morte rappresenta un dolore profondo per l’Arma e l’intera nazione.


L’intervento, pianificato da giorni, aveva come obiettivo l’esecuzione di un decreto di perquisizione in un’abitazione occupata abusivamente da mesi da tre fratelli, tutti sulla sessantina. La situazione si era fatta estremamente pericolosa a causa delle minacce precedenti di far saltare in aria la casa e della saturazione di gas nell’edificio, che aveva trasformato lo stabile in una trappola. Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe stata innescata intenzionalmente, probabilmente con l’attivazione di una bombola del gas da parte degli occupanti.

Quando le forze dell’ordine sono arrivate, hanno percepito un forte odore di gas provenire dall’interno. Alcuni agenti si erano posizionati sul tetto, altri si preparavano a sfondare la porta principale. All’apertura, una deflagrazione violentissima ha travolto i presenti, causando incendi e il crollo di parte del tetto. Le fiamme hanno avvolto la casa, e i soccorsi sono intervenuti tempestivamente, ma per i tre carabinieri non c’è stato nulla da fare. Tra i feriti, anche una donna di circa sessant’anni, rimasta gravemente ferita.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato l’accaduto in diretta televisiva, sottolineando che “probabilmente qualcuno dall’interno ha attivato una bombola del gas”. Ha espresso il suo dolore e ringraziato le forze dell’ordine per il coraggio dimostrato, definendo la tragedia “drammatica”. La Presidenza del Consiglio ha anch’essa espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti.
Dopo l’esplosione, i fratelli coinvolti hanno tentato di fuggire: la donna, ferita, è stata subito fermata e portata in ospedale. Uno dei fratelli, nascosto nella stalla adiacente, è stato catturato poche ore dopo, mentre il terzo si è dileguato nei campi ed è stato fermato successivamente. Le autorità hanno istituito posti di blocco in tutta l’area per assicurare i sospetti.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Verona, si concentrano sulla dinamica dell’esplosione e sulle motivazioni dei fratelli. La casa, da tempo al centro di contenziosi legali e occupazioni abusive, potrebbe aver subito un’attivazione deliberata del gas come gesto di disperazione o vendetta. Le telecamere di sorveglianza e i testimoni saranno fondamentali per chiarire se si sia trattato di un atto premeditato.
Il dolore e il cordoglio sono unanimi. Il presidente della Repubblica e le istituzioni italiane hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime. Castel d’Azzano proclamerà il lutto cittadino, mentre cittadini e associazioni stanno portando fiori e candele davanti alla caserma dei carabinieri in segno di rispetto. Le salme dei tre eroi caduti saranno trasportate a Roma per i funerali di Stato, alla presenza delle più alte cariche dello Stato.
Il comandante generale dei Carabinieri ha definito i tre deceduti “eroi caduti in servizio”, sottolineando il valore e il sacrificio di chi ogni giorno protegge la collettività. Questa tragedia resterà una delle pagine più dolorose della recente storia italiana, simbolo di come anche un’operazione di routine possa trasformarsi in una tragedia senza precedenti, causata da un gesto folle e disperato che ha spezzato vite dedicate alla tutela degli altri.