Youseff Siher, chi è la moglie: la scoperta poco fa
In queste ore il nome di Youssef Siher sta rimbalzando ovunque, tra notiziari, social network e conversazioni quotidiane.
Un giovane dal percorso brillante, cresciuto tra studi impegnativi, passione per la geopolitica e collaborazioni nel mondo del giornalismo.
Chi lo conosceva lo descriveva come un ragazzo determinato, capace di impegnarsi a fondo in ogni progetto intrapreso.
Eppure, da qualche tempo, attorno alla sua figura si è addensata una nube di interrogativi che nessuno avrebbe immaginato.
Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su di lui, facendo emergere aspetti della sua vita rimasti finora lontani dai riflettori.
Tra questi, uno in particolare ha catturato la curiosità di molti: quello legato alla sua sfera più privata e familiare.
Una presenza discreta al suo fianco, di cui fino a oggi si sapeva pochissimo e che adesso finisce inevitabilmente al centro della scena.
Chi è davvero la persona che ha scelto di condividere la vita con lui? E che ruolo avrebbe in questa vicenda?
Domande che si moltiplicano sul web, mentre emergono dettagli capaci di aggiungere un tassello inatteso all’intero quadro.
Ma qual è la scoperta che riguarda la moglie di Youssef Siher?
Pochi passanti infreddoliti, qualcuno a spasso con il cane e il buio che scende sul controviale accanto alla statale.
Siamo a Mazzano, estrema periferia est di Brescia, paese cresciuto attorno alla logistica.
Qui, in una palazzina di due piani a pochi metri da una scuola, all’alba si è presentata la Digos per una perquisizione.
Sequestrati computer e telefoni: tra i file sarebbero emerse mappe delle piazze scelte per le mobilitazioni.
I vicini descrivono una famiglia riservatissima: «Gente per bene, mai dato problemi», assicura un negoziante della zona.
In quella casa vivono la madre e il fratello minore di Youssef Siher, ritenuto dagli investigatori l’ideatore del Movimento 17 ottobre, attivo su Instagram e Telegram.
Nato a Gavardo, si è laureato alla Statale di Milano e ha collaborato con l’Ispi e con Il Fatto Quotidiano.
La novità riguarda però la moglie, nata a Como e residente a Milano, anche lei italiana di seconda generazione.
La donna sarebbe indagata a piede libero per gli stessi reati del marito: istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo e l’articolo 420 bis del nuovo decreto legge, relativo ai disordini organizzati nelle manifestazioni pubbliche.
Sarebbe un elemento di punta dell’organizzazione palestinese di Milano. Il questore di Brescia, Paolo Sartori, per ora non rilascia dichiarazioni.











