Di Angelo Scarano – La campagna elettorale per le Regionali si fa sempre più “feroce”. Come è noto il test del voto potrebbe cambiare il volto della maggioranza ma soprattutto quello del governo con inevitabili scossoni sull’esecutivo. E in questa battaglia senza esclusione di colpi è il governatore uscente (e ricandidato) della Puglia, Michele Emiliano, a fare quel salto che abbassa (e notevolmente) lo spessore della campagna elettorale.

Come ha ricordato ilGiornale qualche giorno fa, Emiliano ha riunito in un teatro circa 200 precari dell’Asl per far firmare loro il contratto dell’assunzione a tempo indeterminato. Una sorta di show con tanto di pergamena da “posto fisso” che a sette giorni dalle elezioni a quanto pare non ha creato alcun imbarazzo al governatore. Eppure una mossa del genere di certo ha il sapore della “disperazione”. Organizzare uno show assunzioni proprio sotto il voto lascia intendere che Emiliano teme sempre di più il candidato del centrodestra Raffaele Fitto. I 200 precari hanno firmato il loro contratto per un’azienda privata che però è controllata (guarda caso) dalla Regione.

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La giunta di Emiliano e soprattutto l’assessore alla Sanità hanno immediatamente sponsorizzato il loro attivismo per dare un posto a tempo indeterminato proprio ai precari: “Un grande risultato, per la nostra comunità – dice l’assessore Borraccino alla Gazzetta del Mezzogiorno – un momento di svolta sul fronte delle garanzie e della dignità per tutti i lavoratori della Sanità, coinvolti nella stabilizzazione e, al contempo, un segnale forte per il nostro sistema sanitario“. E sui social il tono non cambia. Anche lì la giunta Emiliano si fa lo spot per le assunzioni. E per capire la gravità del gesto bisogna leggere con attenzione le parole di Gianfranco Chiarelli, vice segretario regionale della Lega: “Il fatto grave – denuncia Chiarelli – è che accanto a Emiliano, a consegnare le pergamene del posto fisso ci sono anche i suoi consiglieri e assessori regionali ricandidati, che da giorni si vantano di queste internalizzazioni per racimolare voti. Addirittura alcuni di loro hanno organizzato incontri elettorali con i neoassunti accreditandosi il lavoro fatto per internalizzarli. Tutto pubblicizzato dagli stessi candidati su Facebook, come se tutto questo fosse normale“. Poi un’amara considerazione: “Se una cosa del genere l’avesse, non dico fatta, ma anche solo pensata il centrodestra sarebbe certamente intervenuta la magistratura”. Prole forti che accendono sempre di più lo scontro in vista di uno scontro elettorale che si giocherà fino all’ultimo voto. Ma c’è chi usa i programmi per convincere gli elettori. E chi invece li fa salire sul palco per consegnare la pergamena del “posto fisso”.

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