Vertice Nato, Erdogan regala una pistola ai leader Nato: Meloni la porta in Italia e la registra a Palazzo Chigi

Un regalo fuori dagli schemi ha segnato la conclusione del vertice Nato di Ankara. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha consegnato a ciascun leader presente una pistola personalizzata con il proprio nome inciso, accompagnata da una confezione di munizioni. Un gesto simbolico che, oltre a richiamare i temi della sicurezza e della difesa al centro del summit, ha suscitato curiosità e acceso il dibattito sulle diverse scelte adottate dai destinatari.
A rendere noto l’episodio è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che durante il viaggio di ritorno nel Regno Unito ha raccontato di aver ricevuto l’arma insieme alla documentazione predisposta dalle autorità turche per consentirne l’esportazione. Nonostante ciò, il premier ha deciso di non portare con sé il regalo, spiegando che l’introduzione di una pistola nel Regno Unito avrebbe comportato complessità e possibili problemi legali. Per questo motivo ha preferito lasciarla in territorio turco.
Diversa, invece, la scelta della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Secondo fonti governative, il dono è stato preso in consegna da personale autorizzato alla gestione delle armi e trasferito in Italia seguendo tutte le procedure previste dalla normativa vigente. Una volta giunta nel nostro Paese, la pistola è stata denunciata e registrata secondo le disposizioni di legge.
Successivamente, l’arma è stata protocollata come dono istituzionale presso Palazzo Chigi, entrando così nella disponibilità della Presidenza del Consiglio, come avviene per gli altri regali ufficiali ricevuti dal capo del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni.
Il trasferimento è stato reso possibile grazie alla documentazione rilasciata dalle autorità turche, indispensabile per autorizzare l’uscita dell’arma dal Paese e il successivo ingresso in Italia nel rispetto delle procedure previste.
Il gesto di Erdogan assume un significato particolare anche alla luce dei temi affrontati durante il vertice Nato, dedicato al rafforzamento della sicurezza collettiva e all’aumento degli investimenti nella difesa da parte dei Paesi alleati. La scelta di donare un’arma personalizzata ai capi di Stato e di Governo rappresenta infatti un omaggio fortemente simbolico, destinato a far discutere tanto per il suo valore diplomatico quanto per le diverse reazioni suscitate tra i leader presenti.