Venezia, perseguita la prof che lo aveva bocciato: giudice dispone il braccialetto

 

Una vicenda di stalking durata anni arriva da Venezia, dove un uomo è finito al centro di un’indagine per aver perseguitato la sua ex insegnante dopo essere stato bocciato a scuola. Il caso ha portato il giudice a disporre il braccialetto elettronico nei confronti dell’indagato, come misura cautelare per tutelare la docente.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda sarebbe iniziata tempo fa, quando l’uomo, allora studente, non aveva accettato la bocciatura ricevuta dall’insegnante.

Le persecuzioni negli anni

Dopo quell’episodio, l’uomo avrebbe iniziato a tormentare la docente con una lunga serie di comportamenti persecutori.

Tra le azioni contestate ci sarebbero messaggi insistenti, telefonate e pedinamenti, oltre alla presenza ripetuta nei luoghi frequentati dall’insegnante.

La situazione sarebbe andata avanti per anni, generando nella vittima uno stato di forte ansia e preoccupazione, fino alla decisione di rivolgersi alle autorità.

L’intervento della magistratura

Dopo la denuncia della docente e le indagini delle forze dell’ordine, la magistratura ha deciso di intervenire con una misura cautelare restrittiva.

Il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento alla vittima e l’applicazione del braccialetto elettronico, uno strumento utilizzato per monitorare i movimenti dell’indagato e garantire che mantenga la distanza stabilita.

Il funzionamento del braccialetto elettronico

Il dispositivo consente alle autorità di controllare in tempo reale la posizione della persona sottoposta alla misura cautelare.

Se l’indagato dovesse avvicinarsi alla zona vietata o alla vittima, scatterebbe immediatamente un allarme alle forze dell’ordine.

Una vicenda che riaccende il tema dello stalking

Il caso veneziano riporta l’attenzione sul fenomeno dello stalking, che spesso nasce da rancori personali e può protrarsi per lunghi periodi.

Le autorità sottolineano l’importanza di denunciare tempestivamente comportamenti persecutori, per consentire interventi rapidi e prevenire situazioni di rischio.