Trump valuta lo stop all’ingresso delle donne incinte negli Usa

Dopo il confronto legale sullo ius soli, l’amministrazione del presidente Donald Trump starebbe valutando nuove misure per contrastare il cosiddetto birth tourism, ovvero il “turismo della nascita”: la pratica di recarsi negli Stati Uniti con l’obiettivo di far nascere un figlio sul suolo americano e consentirgli così di ottenere automaticamente la cittadinanza statunitense.
Secondo quanto riportato da Axios, la Casa Bianca starebbe esaminando diverse opzioni per limitare il fenomeno, tra cui la possibilità di impedire o restringere l’ingresso negli Stati Uniti alle donne straniere in gravidanza qualora vi siano elementi che facciano ritenere che il viaggio sia finalizzato esclusivamente al parto.
La posizione della Casa Bianca
A confermare l’orientamento dell’amministrazione è stata la portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, che ha ribadito l’impegno del presidente nel difendere il valore della cittadinanza per nascita.
«Il presidente Trump rimane totalmente impegnato a proteggere il valore della cittadinanza americana per nascita ed è per questo che, a seguito della sentenza, ha incaricato il Congresso di intervenire immediatamente per affrontare la questione», ha dichiarato.
Jackson ha inoltre annunciato un rafforzamento dei controlli da parte del Dipartimento di Giustizia sui casi riconducibili al cosiddetto “turismo della nascita”.
«L’amministrazione Trump dispone di molti strumenti per salvaguardare la cittadinanza americana», ha aggiunto.
Il Dipartimento di Giustizia: «Le norme esistono già»
Sulla questione è intervenuto anche il vice procuratore generale Colin McDonald, che in un memorandum pubblicato sulla piattaforma X ha ricordato come la legislazione statunitense preveda già disposizioni penali applicabili a molti dei casi riconducibili al birth tourism.
Secondo McDonald, numerosi episodi sarebbero legati alla presentazione di richieste di visto contenenti informazioni false o incomplete riguardo al reale motivo del viaggio o alla durata prevista del soggiorno negli Stati Uniti.
Che cos’è il “birth tourism”
Con l’espressione birth tourism si indica la pratica di viaggiare negli Stati Uniti per partorire sul territorio americano, consentendo così al neonato di acquisire automaticamente la cittadinanza in virtù del principio dello ius soli, sancito dal XIV Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.
Il tema è da anni al centro del dibattito politico americano, soprattutto tra i sostenitori di una revisione delle norme sulla cittadinanza per nascita.
Un fenomeno numericamente limitato
Secondo Axios, il governo federale non dispone di statistiche ufficiali sul numero di casi di birth tourism. Le stime elaborate da fonti indipendenti indicano tuttavia un fenomeno compreso tra 20.000 e 26.000 nascite all’anno.
Per confronto, nel 2025 negli Stati Uniti sono nati complessivamente circa 3,6 milioni di bambini, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Le nascite riconducibili al “turismo della nascita” rappresenterebbero quindi una quota limitata del totale, pur continuando ad alimentare il dibattito politico e giuridico sull’immigrazione e sulla cittadinanza americana.