Terremoto in Venezuela, sale il bilancio delle vittime: salvato un neonato dopo 32 ore sotto le macerie
Continua ad aggravarsi il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Le vittime accertate sono salite a 920, mentre oltre 50mila persone risultano ancora disperse. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta grazie al lavoro delle squadre di soccorso venezuelane e dei contingenti internazionali giunti nelle aree più colpite.
Nelle ultime ore una nuova scossa di magnitudo 4.9 ha alimentato il timore tra la popolazione del nord del Paese, già duramente provata dal sisma. Tra le vittime figura anche il giovane calciatore Yimvert Berroteran.
Il miracolo di La Guaira
Tra le notizie che hanno riacceso la speranza c’è il salvataggio di un neonato di appena 18 giorni, estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato nella città costiera di La Guaira, a nord di Caracas.
Il piccolo è stato recuperato dopo aver trascorso circa 32 ore sotto i detriti. I soccorritori lo hanno trovato vivo, avvolto in una coperta, tra gli applausi e la commozione delle persone presenti. Secondo le prime informazioni, anche la madre del neonato sarebbe stata salvata.
Le squadre impegnate nelle operazioni hanno definito il salvataggio un vero e proprio miracolo, mentre continuano senza sosta le ricerche di altri superstiti.
L’Italia piange Francesca Mannina
Arriva intanto una dolorosa conferma anche per l’Italia. È stato ritrovato il corpo di Francesca Mannina, la donna originaria di Balestrate che risultava dispersa dopo il terremoto. Il marito, invece, è riuscito a mettersi in salvo.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio sia nella comunità siciliana sia tra gli italiani residenti in Venezuela.
Al lavoro la missione italiana
Nel frattempo è arrivata nel Paese la missione italiana di soccorso. Il volo della Difesa è atterrato all’aeroporto militare di El Libertador, a Maracay, trasportando un contingente composto da 97 persone tra vigili del fuoco, personale sanitario, soccorritori specializzati e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina.
Coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, la squadra raggiungerà nelle prossime ore le aree maggiormente colpite per contribuire alle operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione.
Le polemiche sui soccorsi
A oltre 48 ore dal terremoto non si placano le polemiche. L’opposizione accusa il governo venezuelano di aver reagito con ritardo all’emergenza, denunciando la carenza di mezzi pesanti e attrezzature necessarie per raggiungere le persone ancora intrappolate sotto le macerie, soprattutto nello Stato di La Guaira.
Momenti di tensione si sono registrati anche durante una visita della presidente ad interim Delcy Rodríguez in uno dei quartieri colpiti di Caracas, dove alcuni residenti hanno contestato la presenza della leader accusando l’esecutivo di privilegiare la propaganda politica rispetto agli interventi di emergenza.
Tsunami, il cane simbolo delle ricerche
Tra i protagonisti delle operazioni di soccorso c’è anche Tsunami, un border collie addestrato alla ricerca di superstiti. Grazie al suo fiuto è stato possibile individuare e salvare un anziano rimasto intrappolato sotto le macerie nella capitale Caracas.
Il cane, già impiegato nelle missioni internazionali dopo il terremoto che colpì la Turchia nel 2023, è diventato uno dei simboli della speranza in una tragedia che continua a segnare profondamente il Venezuela.