Terremoto devastante, è crollato il ponte! La notizia proprio adesso
La forte scossa ha colpito la prefettura di Kumamoto provocando danni, feriti e un’imponente mobilitazione dei soccorsi. Revocata dopo meno di due ore l’allerta tsunami, mentre proseguono le verifiche nelle aree più colpite.
Un violento terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il sud del Giappone, seminando paura nella prefettura di Kumamoto, sull’isola di Kyushu. La scossa, registrata alle 16.27 ora locale a una profondità di circa 10 chilometri, ha raggiunto il livello massimo, pari a 7, della scala d’intensità sismica giapponese Shindo, provocando crolli, incendi e diffuse interruzioni di corrente.
Nelle ore immediatamente successive al sisma, l’Agenzia meteorologica giapponese ha emesso un’allerta tsunami, successivamente revocata meno di due ore dopo. Nel frattempo, le autorità hanno disposto l’evacuazione di circa 300mila persone, mentre i soccorritori continuano a operare nelle zone maggiormente colpite.
Blackout e verifiche sulle centrali nucleari
Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità, il terremoto ha lasciato senza energia elettrica circa 45mila utenze nella prefettura di Kumamoto.
Il gestore Kyushu Electric Power ha comunicato che i tre reattori nucleari presenti nella regione hanno continuato a funzionare regolarmente e che, al momento, non sono state segnalate anomalie agli impianti.
La violenza della scossa è stata raccontata anche da chi l’ha vissuta in prima persona. Un giornalista dell’emittente pubblica NHK, intervenuto in diretta pochi minuti dopo il sisma, ha riferito di non essere riuscito a rimanere in piedi durante il terremoto e di aver continuato ad avvertire numerose scosse di assestamento.
Crolla parte di un ponte
Tra i danni più significativi segnalati figura il parziale crollo di un ponte nell’area di Kumamoto.
Secondo immagini diffuse dall’agenzia Reuters e rilanciate da Sky News, una delle carreggiate della struttura è sprofondata nell’acqua, mentre l’altra è rimasta percorribile e continua a essere utilizzata dal traffico veicolare.
Le autorità stanno effettuando verifiche sulla stabilità delle infrastrutture e invitano la popolazione a evitare gli spostamenti non indispensabili.
Esplosione in un centro commerciale
Tra gli episodi più gravi registrati dopo il sisma figura anche un’esplosione avvenuta all’interno dell’Aeon Mall di Kumamoto.
La polizia ha confermato di aver ricevuto diverse segnalazioni sull’incidente, mentre l’emittente NHK ha riferito della presenza di numerose persone rimaste intrappolate all’interno della struttura.
Secondo quanto riportato da TBS, vi sarebbero anche vittime, ma il bilancio non è ancora stato confermato ufficialmente e resta in costante aggiornamento mentre proseguono le operazioni di soccorso.
Mobilitati i soccorsi
Il primo ministro Sanae Takaichi ha annunciato l’invio di 300 membri delle Forze di Autodifesa nelle aree interessate dal terremoto per sostenere le attività di ricerca e assistenza alla popolazione.
Anche la Farnesina segue con attenzione l’evolversi della situazione. Secondo quanto comunicato dal Ministero degli Esteri, nell’area colpita risiedono pochi cittadini italiani e, allo stato attuale, non risultano segnalazioni che li coinvolgano.
Kumamoto torna a fare i conti con il rischio sismico
L’epicentro del terremoto è stato localizzato a circa 20 chilometri a sud della città di Kumamoto, che conta circa 700mila abitanti.
Le autorità giapponesi hanno invitato la popolazione a prepararsi a possibili nuove forti scosse nei prossimi giorni e a prestare particolare attenzione al rischio di frane nelle aree montuose, dove il terreno potrebbe essere stato reso instabile dal sisma.
Per la prefettura di Kumamoto si tratta di un nuovo durissimo banco di prova dopo i devastanti terremoti del 2016, quando due violente scosse di magnitudo 6.5 e 7.3 causarono 273 vittime e oltre 2.800 feriti.
Anche questa volta il bilancio è ancora provvisorio. Le squadre di emergenza continuano a scavare tra gli edifici crollati e a prestare soccorso nelle aree più colpite, mentre il Paese resta in allerta per possibili nuove repliche.