Ripartirà giovedì 3 ottobre in commissione Affari costituzionali alla Camera la discussione sulle proposte di legge in materia di cittadinanza.

Il relatore sarà Giuseppe Brescia (M5s), presidente della commissione. Nell’ottobre 2018 il testo, a prima firma Laura Boldrini, infatti, era già stato incardinato in quota opposizioni (Leu). Ma di cosa parla questo fantomatico testo? Di ius culturae, di dare la cittadinanza italiana ai figli di immigrati.

“In commissione arriveranno altre proposte di altri gruppi – osserva Brescia – tra cui anche quella del Movimento 5 stelle e le esamineremo. Personalmente credo che lo ius culturae possa rappresentare una soluzione ragionevole, anche perché mette al centro le nostre scuole come potente fattore di integrazione. Spero che la politica tutta maggioranza e opposizione, si dimostri all’altezza di un dibattito che chiama in causa diritti e doveri, appartenenza e inclusione”.

M5S e Pd, quindi, stanno lavorando per permettere l’introduzione dello ius culturae, il principio del diritto per cui i figli di immigrati acquisiscono la cittadinanza italiana, a patto che ne abbiano frequentato le scuole o vi abbiano compiuto percorsi formativi equivalenti per un determinato numero di anni.

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E visto che se ne discute e che arriva il primo sprint iniziale, i gialli e i rossi iniziano a cantare vittoria perché “il trattamento riservati ai migranti sta cambiando”. E così arriva il regalino. “Siamo ancora all’inizio – continua Brescia – ma credo si possa lavorare per introdurre lo ius culturae, legando la cittadinanza alla positiva conclusione di un ciclo di studi, e non alla sola frequenza. Serve una discussione che metta all’angolo propaganda e falsi miti, guardi in faccia la realtà e dia un segnale positivo a chi si vuole integrare”.

Al pensiero grillino segue a ruota quello democrat. “Non abbiamo molto scuse. Se tutti crediamo in quel che abbiamo dichiarato in questi anni lo ius soli si può fare”, dice Matteo Orfini, parlamentare del Partito democratico, in un post su Fb elencando le posizioni a favore dello ius soli espresse da esponenti del centrosinistra nella scorsa legislatura da Renzi a Delrio a Zingaretti. “Se per tagliare i parlamentari ci vogliono solo 2 ore, come dice spesso Di Maio, per fare lo ius soli ci vogliono solo pochi giorni. Pochi giorni – prosegue – per restituire un diritto negato a tante persone. Ieri ho fatto una proposta e sono stato attaccato da Salvini, da Fontana, dalla Santanchè, dalla Meloni, dalla Gelmini. Che ne dite, lo facciamo o ci spaventiamo di Salvini?”

Tutta l’ala rossa, gialla e della Cei, quindi, si dice entusiasta per la proposta. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si lascia pure scappare che “lo Ius culturae è da promuovere, perché l’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto”.

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