
Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda proprio le parole del padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto. A riferirle è stata Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope Abruzzo, che segue da vicino la vicenda e mantiene i contatti con una parte della famiglia.
«Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene», avrebbe confidato il padre, una frase che riflette il desiderio di continuare a sperare nonostante i giorni trascorsi senza notizie certe. Secondo quanto raccontato da Natali, Stefano Di Giacinto sta vivendo queste ore con sentimenti contrastanti. Da una parte permane una forte preoccupazione per la sorte delle figlie, dall’altra continua ad avere una sensazione positiva. La referente dell’associazione ha spiegato che il padre alterna inevitabili momenti di ansia alla convinzione che le ragazze possano essere al sicuro.
Nel frattempo, Alessia Natali ha avanzato anche una possibile ipotesi, precisando però che si tratta di una ricostruzione personale e non di una conclusione degli investigatori. Secondo il suo punto di vista, Sarah e Alisya potrebbero aver lasciato la casa famiglia con l’aiuto di qualcuno che conosceva bene la struttura. La referente ha parlato di possibili punti di passaggio, tra cui una zona poco illuminata e una finestra danneggiata, immaginando che le due possano aver percorso un tratto del sentiero verso la Camosciara per poi essere accompagnate in automobile fino alla zona di Pescasseroli.

Sul fronte operativo potrebbe inoltre essere impiegato il dispositivo Life Seeker, una tecnologia utilizzata nelle operazioni di ricerca e soccorso per individuare telefoni cellulari anche in aree dove la copertura della rete è limitata. L’eventuale utilizzo di questo strumento potrebbe consentire agli operatori di verificare la presenza di dispositivi mobili nelle zone già perlustrate, offrendo un supporto ulteriore alle attività in corso.
Natali ha infine chiarito di non aver avuto contatti diretti con la madre delle due sorelle, Valentina D’Acunto, né con il suo compagno, mentre è in costante comunicazione con la compagna di Stefano Di Giacinto, la persona che avrebbe attivato per prima l’associazione Penelope Abruzzo. Secondo quanto riferito, la donna aveva instaurato un buon rapporto con Sarah e Alisya e si è subito impegnata per favorire le ricerche.
