Sorelle scomparse, l’annuncio poco fa: “Sono vive e stanno bene”

Le ricerche proseguono senza sosta, mentre il tempo trascorso dalla loro scomparsa alimenta l’apprensione dei familiari. Da oltre dieci giorni non si hanno notizie certe di Sarah e Alisya, le due sorelle allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.

Nelle ultime ore sono emersi nuovi elementi che alimentano sia la speranza sia la prudenza. Le operazioni di ricerca non si sono mai fermate e coinvolgono forze dell’ordine, squadre di soccorso, volontari e associazioni impegnate nel supporto alle famiglie delle persone scomparse.

La vicenda continua inoltre a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica. Ogni dettaglio viene analizzato con attenzione nella speranza che possa rivelarsi decisivo. In casi come questo, anche un particolare apparentemente secondario può contribuire a orientare le indagini.

Accanto al lavoro degli inquirenti, resta forte l’attesa della famiglia, che continua a lanciare appelli affinché le due giovani possano essere ritrovate al più presto. La speranza di ricevere una buona notizia accompagna ogni ora che passa, mentre associazioni e volontari mantengono costanti i contatti con i parenti per offrire sostegno e collaborazione.

Ma quali sono gli ultimi sviluppi emersi sul caso e perché cresce la convinzione che Sarah e Alisya possano stare bene?

Uno degli aggiornamenti più significativi riguarda proprio le parole del padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto. A riferirle è stata Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope Abruzzo, che segue da vicino la vicenda e mantiene i contatti con una parte della famiglia.

«Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene», avrebbe confidato il padre, una frase che riflette il desiderio di continuare a sperare nonostante i giorni trascorsi senza notizie certe. Secondo quanto raccontato da Natali, Stefano Di Giacinto sta vivendo queste ore con sentimenti contrastanti. Da una parte permane una forte preoccupazione per la sorte delle figlie, dall’altra continua ad avere una sensazione positiva. La referente dell’associazione ha spiegato che il padre alterna inevitabili momenti di ansia alla convinzione che le ragazze possano essere al sicuro.

Nel frattempo, Alessia Natali ha avanzato anche una possibile ipotesi, precisando però che si tratta di una ricostruzione personale e non di una conclusione degli investigatori. Secondo il suo punto di vista, Sarah e Alisya potrebbero aver lasciato la casa famiglia con l’aiuto di qualcuno che conosceva bene la struttura. La referente ha parlato di possibili punti di passaggio, tra cui una zona poco illuminata e una finestra danneggiata, immaginando che le due possano aver percorso un tratto del sentiero verso la Camosciara per poi essere accompagnate in automobile fino alla zona di Pescasseroli.

Sul fronte operativo potrebbe inoltre essere impiegato il dispositivo Life Seeker, una tecnologia utilizzata nelle operazioni di ricerca e soccorso per individuare telefoni cellulari anche in aree dove la copertura della rete è limitata. L’eventuale utilizzo di questo strumento potrebbe consentire agli operatori di verificare la presenza di dispositivi mobili nelle zone già perlustrate, offrendo un supporto ulteriore alle attività in corso.

Natali ha infine chiarito di non aver avuto contatti diretti con la madre delle due sorelle, Valentina D’Acunto, né con il suo compagno, mentre è in costante comunicazione con la compagna di Stefano Di Giacinto, la persona che avrebbe attivato per prima l’associazione Penelope Abruzzo. Secondo quanto riferito, la donna aveva instaurato un buon rapporto con Sarah e Alisya e si è subito impegnata per favorire le ricerche.